Iva sulla patente di guida, escluse le moto

Il tema del rincaro della patente di guida è molto sentito, la due ruote rimangono fuori dal provvedimento

Parliamo ancora dell’aumento del prezzo per conseguire la patente di guida, ormai da inizio settembre la tematica è accesa e molto sentita, e lo sappiamo benissimo perché abbiamo affrontato l’argomento parecchie volte.

Il ‘problema’ che in molti hanno contestato è l’aggiunta dell’Iva sui prezzi delle autoscuole, conseguire la patente quindi, facendo lezioni di teoria e pratica, è diventato ovviamente più costoso in Italia. Arriva il decreto che cerca di fare chiarezza alla vicenda dell’Iva sulle prestazioni delle scuole guida, pare che siamo arrivati finalmente all’atto finale.

Dallo scorso 27 ottobre è in vigore il decreto fiscale che chiarisce che l’Iva al 22% presso le autoscuole si pagherà a partire dal 1° gennaio 2020. Scatterà col nuovo anno, e non sarà retroattivo. Fortunatamente questo dettaglio è stato chiarito, visto che inizialmente si pensava appunto alla retroattività della norma e quindi le autoscuole si chiedevano come recuperare tutta l’Iva non versata nei 5 anni precedenti, se chiederla ai propri ex allievi o in quale altro modo avrebbero potuto fare.

Altra cosa importante da sottolineare è che l’Iva però non verrà richiesta per qualsiasi tipologia di prestazione, ma solo per quelle relative all’ottenimento della patente B e C1, per il momento quindi rimangono escluse tutte le patenti A, quelle relative alla conduzione di moto e scooter.

Tutta questa questione finalmente sembra arrivare a un dunque, anche se purtroppo non tutti ne saranno felici, anzi. La vicenda è iniziata con la risoluzione da parte dell’Agenzia delle Entrate (ne abbiamo parlato a inizio settembre) che recepiva la sentenza comunitaria del mese di marzo 2019 che, facendo decadere l’esenzione che era stata in vigore finora dal 1972, introduceva quindi in Italia l’obbligo di imposta Iva per le autoscuole. Soprattutto ricordiamo che inizialmente prevedeva anche il recupero retroattivo per i 5 anni fiscali precedenti, quindi per tutte le prestazioni fornite dal 2014 in poi.

Chiaramente la situazione aveva fatto scaldare gli animi, e non poco, le associazioni di categoria avevano proclamato anche un grande sciopero unitario, facendo saltare un sacco di esami di patente, lo scorso 18 settembre, chiudendo l’attività di tantissime scuole guida in tutta Italia. La protesta almeno è arrivata ad un primo parziale risultato, la retroattività è stata eliminata, il regime fiscale resterà in esenzione fino al 31 dicembre e la patente della moto resta esclusa dall’Iva.

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