Inizia la fase di ripartenza per FCA, riaprono le prime fabbriche

Dopo la chiusura forzata a causa del Coronavirus, lunedì ripartono alcuni stabilimenti del Gruppo FCA

FCA ricomincia pian piano la sua produzione, e così lunedì riprenderà quella del Ducato in Sevel e di altri reparti che sono legati a Melfi, Termoli, Mirafiori e Pomigliano per la componentistica, dove verranno realizzate anche le preserie prototipali della Fiat 500 elettrica.

L’annuncio è arrivato direttamente dal Gruppo FCA, che ne ha dato comunicazione ai sindacati metalmeccanici. La richiesta di Uilm, Fismic, Ugl, Associazione Quadri, Fim e Fiom a FCA è “di effettuare subito gli incontri preparatori e di verifica per la corretta e puntale applicazione delle linee guida sulla sicurezza concordate il 9 aprile”, al Governo invece “di dare elementi di chiarezza e uniformità per garantire la salute e la sicurezza di migliaia di lavoratori”.

Hanno spiegato infatti i sindacati: “Nei prossimi giorni in ogni caso terremo incontri e sopralluoghi per essere certi che comunque quando si avrà la ripresa produttiva si realizzi nel rispetto delle misure e azioni di sicurezza necessarie a partire dalla garanzia per una mobilità pubblica casa-lavoro che tuteli dai rischi di contagio le lavoratrici e i lavoratori”.

FCA ci ha comunicato l’intenzione di riprendere a partire da lunedì l’attività produttiva in Sevel, avvalendosi della procedura di autorizzazione prefettizia peraltro già percorsa da molte altre imprese. Abbiamo quindi chiesto di svolgere subito gli incontri necessari a verificare la puntuale applicazione delle misure di sicurezza concordate con l’accordo del 9 aprile. Ma esortiamo il Governo a dare una risposta chiara e univoca a livello centrale”, sono le parole di Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto.

Ficco continua: “La riapertura di Sevel comporta il riavvio di reparti a Mirafiori, Cassino, Pomigliano e Termoli. Inoltre a Mirafiori saranno effettuate alcune preserie della 500 elettrica, ma ciò avverrà nell’ambito di quella attività di ricerca che rientra nei codici Ateco. Si tratta di realtà dislocate su regioni diverse e, per scongiurare la possibilità di pronunce diverse, sarebbe opportuno che il Governo si pronunciasse centralmente. La domanda di FCA verte sulla strategicità di Sevel, requisito in base al quale altri hanno già ottenuto l’autorizzazione. La Fase 2 sta di fatto partendo con le richieste di autorizzazione sempre più numerose ai prefetti. È essenziale però che avvenga in modo graduale e in piena sicurezza sia all’interno dei luoghi di lavoro sia nell’ambiente circostante, in particolare nei mezzi pubblici che devono essere adeguati. Come sindacato stiamo facendo la nostra parte con accordi che vanno oltre le prescrizioni minime legali e proprio l’accordo con FCA per la sua completezza costituisce un punto di riferimento. Dobbiamo coniugare con estremo rigore sicurezza e lavoro, solo così potremo scongiurare il rischio di catastrofe sia sanitaria sia economica”.

Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Simone Marinelli, per la Fiom-Cgil nazionale, affermano: “La Fiom ritiene fondamentale l’applicazione dell’accordo sottoscritto con FCA. L’eventuale ripartenza di Sevel prima del 4 maggio è di fatto la partenza di più stabilimenti in più regioni, dalla Puglia al Molise alla Campania al Piemonte oltre a diverse aziende della componentistica situate non solo in Abruzzo. In tutti gli stabilimenti verificheremo e monitoreremo la concreta realizzazione delle linee guida e del Protocollo per ridurre al minimo il rischio di contagio”, e chiedono al Governo “di fare chiarezza visto che si moltiplicano le riaperture con il silenzio assenso dei Prefetti in molti settori industriali”.  (Fonte ANSA)

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