Incentivi auto: corsa contro il tempo per non perderli

I fondi messi a disposizione dallo Stato stanno già terminando, un terzo della somma stanziata è esaurito

Incentivi per l’acquisto di auto nuove: come lo scorso anno, anche in questo 2021 il Governo ha stanziato dei fondi per sostenere i cittadini nell’acquisto di una nuova macchina, e per aiutare il settore dell’automotive, che vive un momento molto difficile da marzo 2020, a causa della pandemia di Coronavirus.

Dal 18 gennaio scorso abbiamo visto ‘scattare’ i nuovi bonus auto per i cittadini italiani e oggi, a sole due settimane circa dall’avvio delle prenotazioni da parte delle concessionarie, praticamente un terzo dei fondi messi a disposizione dal Governo per le auto a benzina e diesel è già esaurito. A quanto ammontava in tutto la somma di denaro? 250 milioni di euro. E oggi ne rimangono solo 170 milioni circa.

Questo è il motivo per cui alcune delle più importanti associazioni di settore hanno chiesto di ‘rimpolpare’ nuovamente il fondo, nonostante siamo solo ai primi di febbraio. C’è da dire che il settore auto è uno di quelli che più ha sofferto la crisi causata dal Covid-19 e dal conseguente lockdown. I meno gettonati sono stati gli incentivi per le auto elettriche e ibride. Il totale dei fondi stanziati infatti ammontava a 120 milioni di euro, ma al momento ne sono stati prenotati meno di 10. Sul sito dedicato all’Ecobonus del Ministero dello Sviluppo Economico possiamo vedere che per le auto con emissioni tra 61 e 135 grammi di CO2 al km sono stati prenotati circa 77 milioni di euro o poco più (vetture a benzina e diesel di ultima generazione). Per le auto tra 0 e 60 g/km di emissioni invece i cittadini al momento hanno richiesto poco meno di 9 milioni di euro.

Non dimentichiamo che gli incentivi per le auto elettriche e ibride sono molto più alti, possono arrivare anche a prezzi scontati fino 10.000 euro (per le elettriche, sommando bonus, rottamazione e sconto concessionario), eppure sappiamo bene che la diffusione di questa tipologia di veicoli non è ancora capillare in Italia. Complici l’ansia da autonomia e i tempi di ricarica (nonostante siano state sviluppate delle soluzioni innovative ad hoc) e la mancanza di una rete di colonnine ben distribuita su tutto il territorio nazionale. Per non parlare dei prezzi ancora troppo alti delle vetture a zero emissioni, per le quali, tra l’altro, oggi si potrebbe ancora ricorrere al primo Ecobonus (sono rimasti ancora 260 milioni inutilizzati).

Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, dichiara: “Il forte interesse per l’Ecobonus richiama l’attenzione sull’esiguità degli stanziamenti previsti ed è lecito prevedere che le risorse pubbliche disponibili per l’acquisto di auto con alimentazione tradizionale, di gran lunga le più richieste, si esauriranno molto prima del 30 giugno. Si pone quindi il problema di stanziare nuovi fondi per proseguire con la campagna di rottamazione anche nel secondo semestre 2021”.

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