Auto elettrica: le proposte per il Governo

Dal 1° ottobre sono attivi i nuovi blocchi alla circolazione dei mezzi più inquinanti, vediamo invece cosa propone Legambiente

La scorsa settimana abbiamo visto, in alcune regioni e città italiane, l’entrata in vigore di nuove norme per limitare l’inquinamento dei mezzi circolanti.

Si tratta di regole giuste per salvaguardare la nostra salute, anche se le limitazioni piacciono sempre poco. Tra le varie soluzioni, Legambiente si è espressa dicendo che sarebbe opportuno poter cambiare le tasse sui trasporti, adeguandole alla misura dell’inquinamento e dello spreco, senza tassare la mobilità in linea generale. Dovrebbe essere possibile muoversi liberamente, e questa libertà andrebbe garantita a tutti, a prezzi e rischi accettabili.

C’è in ballo però una sfida molto ambiziosa, quella di riuscire a bloccare i cambiamenti climatici e diminuire l’inquinamento che porta malattie e conseguenze anche molto gravi. Per fare questo ormai non bastano più piccoli interventi, non sono più sufficienti i trasporti pubblici elettrici o gli incentivi statali, servono dei mutamenti radicali. È ovvio che non si può pensare a qualcosa di immediato, ma a soluzioni progressive.

Tasse spesso ingiuste, a volte più care per chi inquina meno, o anche rottamazioni più costose per vecchi Euro Zero. Possedere questa tipologia di veicoli datati costa poco, spostarsi invece costa troppo. Infatti in Italia abbiamo ben 30 milioni di auto ma il 22% circa dei cittadini compie meno di uno spostamento al giorno di 5 minuti. Trasporti e fonti energetiche hanno prezzi troppo alti, ci costano invece pochissimo le tasse di possesso di auto che spesso sono anche molto vecchie e inquinanti. Le imposte che paghiamo invece sui carburanti sono sempre troppo basse se paragonate all’inquinamento che generano o all’efficienza reale dei motori.

Quello che Legambiente vuole proporre è qualcosa che mira ad un cambiamento radicale, ovviamente che prenderà forma progressivamente, con il tempo e con diversi sforzi. Si vuole modificare il sistema fiscale che grava sui trasporti per riuscire a realizzare degli obiettivi importanti tra una decina d’anni, o 15 al massimo. Tutto dovrà avvenire quando vi saranno modalità di spostamento nuove, ad esempio con la condivisione di veicoli e viaggi, nuovi mezzi per trasportare cose e persone, rinnovabili, zero emissioni e leggeri e una sicurezza più elevata grazie alle coperture assicurative e alle nuove infrastrutture.

La visione deve quindi essere di lungo periodo e va accompagnata con politiche industriali, cittadine e infrastrutturali che rendano più semplice il consenso di tutti al cambiamento. Avere delle tasse che siano proporzionali allo spreco e all’inquinamento porta ovviamente ad una prima situazione di rabbia e malcontento ma, se ben spiegata, questa mossa fa capire benissimo che spostandosi in maniera pulita e efficiente, con qualsiasi mezzo, si abbassano immediatamente e percettibilmente gli importi da pagare.

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