Incentivi per l’auto, in arrivo una pioggia di miliardi

Decreto bollette, durante la conferenza stampa il Ministro dello Sviluppo Economico parla delle misure di sostegno per il settore auto

Una situazione che sta diventando insostenibile quella che sta vivendo il settore automobilistico ormai da due anni, causata inizialmente dalla pandemia di Coronavirus, ma aggravata poi da tutte le conseguenze che hanno iniziano a verificarsi a catena; parliamo, per esempio, del caro bollette, della crisi dei semiconduttori e delle tasche delle famiglie italiane sempre più vuote.

Per questo motivo si cercano aiuti per tutto il comparto, e proprio durante la conferenza stampa sul decreto bollette, Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico, ha nominato un nuovo fondo previsto per sostenere il settore automobilistico. Circa un miliardo di euro all’anno per un periodo totale di 8 anni, “per accompagnare il processo di transizione”.

Il nuovo decreto incentivi

Non è tutto, lo stesso Giorgetti ha dichiarato: “Insieme al Ministro Cingolani [della transizione ecologica] a breve abbiamo intenzione di presentare un decreto incentivi per l’acquisto di auto ecologicamente compatibili, non solo elettriche”, fortunatamente le cose in questo senso sono cambiate, visto che era stato annunciato un 2022 privo di ogni forma di bonus. Secondo quanto sottolineato dai due Ministri, nella fase di transizione “dobbiamo considerare anche altre fonti, come l’ibrido”.

Un nuovo intervento che serve a sostenere un settore ormai in profonda crisi, e volto non solo alla produzione diretta di vetture, ma anche all’indotto. Come ha sottolineato Giorgetti, si tratta di un “intervento pubblico importante ma l’iniziativa privata lo è di più”. Per questo motivo l’intervento dello Stato “serve principalmente per convincere tutti i soggetti della filiera a investire e affrontare questa sfida con a fianco lo Stato”.

Crisi dei microchip: un altro fondo

Si parla anche di un fondo per il comparto dei microprocessori che, come sappiamo, da tempo è profondamente in crisi. Si tratta di qualcosa che, come ha sottolineato Giorgetti, “non fa solo riferimento alla dimensione industriale ma anche a quella strategica, all’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa e guarda a investitori non solo stranieri ma anche già esistenti sul territorio nazionale, per investire in componenti fondamentali non solo per l’automotive ma in tantissimi altri strumenti di uso ormai quotidiano”.

E Gilberto Picchetto, Viceministro dello Sviluppo Economico, aggiunge: “Abbiamo previsto al Mise un fondo articolato dedicato all’industria dell’automotive, che sia non solo funzionale al ripristino degli incentivi, al fine di sostenere le vendite e aiutare il cammino verso l’elettrico, ma che soprattutto riguardi e sostenga nel tempo una politica industriale di settore che punti alla riqualificazione dell’industria e del lavoro. Si tratta di un passo importante che il settore e l’intero Paese aspettava: un risultato frutto dei tavoli automotive di questi mesi al Mise grazie ai quali abbiamo condiviso con le associazioni di riferimento i passaggi fondamentali per programmare il percorso dei prossimi anni”.

E infine: “Il Governo deve affiancare le imprese in questo percorso di riconversione della filiera, garantendo sia il rifinanziamento per l’acquisto di veicoli non inquinanti che la formazione necessaria in termini di strumenti e competenze nuove per affrontare le prossime sfide”.

Le associazioni di settore commentano

Una nota dell’ANFIA dichiara: “La filiera automotive ringrazia il presidente del Consiglio Mario Draghi, il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e tutto il Governo per le misure settoriali definite nel Consiglio dei Ministri di oggi. Le risorse stanziate dal Governo nell’ambito del decreto bollette sono il segnale che la filiera industriale automotive attendeva da tempo per affrontare con maggior convinzione e con le necessarie misure di accompagnamento la transizione produttiva verso la mobilità a bassissime emissioni. L’ANFIA, in rappresentanza delle imprese e degli imprenditori italiani, resta a disposizione del Governo e dei Ministri competenti per far sì che gli sforzi profusi oggi dal Paese possano raggiungere la valorizzazione massima degli obiettivi di sostenibilità e competitività”.

Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor: “Il settore dell’auto si attendeva che il governo cogliesse l’occasione della Legge di Bilancio per varare misure di sostegno al comparto che con il suo indotto vale il 12% del Pil. Non è stato così, ma il Governo annuncia ora misure molto incisive”.