Hyundai compra FCA? Nel dubbio, le azioni FCA e la preoccupazione della manodopera italiana salgono

Secondo la stampa asiatica sarebbe prossima un'opa della Casa coreana su FCA. Le smentite di Hyundai non frenano la salita delle azioni FCA

È stato sufficiente che Asia Times desse la notizia venerdì scorso che Hyundai starebbe predisponendo il lancio di una offerta pubblica di acquisto per le azioni Fca, che le azioni del gruppo FCA hanno subito compiuto un balzo in avanti, segnando addirittura un +6%. Una fiammata poi ridimensionatasi, ma che ha fatto comunque segnare un significativo guadagno del 3,68% a fine giornata.

La smentita quasi subitanea da parte di Hyundai («Le voci di un’imminente offerta di acquisto di Hyundai per Fca sono prive di fondamento» recita il comunicato), non ha convinto gli ambienti azionari in cui resta forte la plausibilità dell’opa. Il miliardo investito nella Casa coreana da parte del fondo di investimento americano Elliott di Paul Singer induce a ritenere come verosimile questa strategia in quanto suggerita proprio dall’azionista americano che ha da sempre sottolineato l’opportunità di una sinergia con Fca.

Il CEO di Hyundai, Chung Mong-koo, starebbe solo aspettando un calo delle azioni Fca prima di lanciare un’offerta di acquisto sul gruppo. Offerta da collocarsi temporalmente tra quest’estate e l’assemblea degli azionisti Fca di maggio 2019, quando il ceo, Sergio Marchionne, lascerà l’incarico.

Se la notizia infiamma i mercati, di certo non entusiasma chi lavora in Fca, soprattutto in Italia, almeno stando a quanto scritto sempre dalla testata asiatica: “La tempistica e il lancio dell’offerta di acquisto di Fiat Chrysler da parte del ceo di Hyundai Motor Group, Chung Mong-koo, sono legati al prezzo delle azioni Fca e agli sforzi di Marchionne per tagliare i costi di manodopera e aumentare i margini di profitto in Italia”.

Che la strategia possa essere plausibile e avere un senso, è fuori di dubbio. Non solo qualche mese fa Marchionne aveva detto che con Hyundai si puntava a una intesa per le tecnologie dell’idrogeno, ma soprattutto Hyundai Motor Company (che controlla anche Kia), fa parte di un megagruppo multisettoriale che ha accesso facilitato a materie prime come l’acciaio grazie alla controllata Hyundai Steel, vera major dell’acciaio.

Non solo: a livello di prodotto, nonostante i due marchi coreani dispongano di piattaforme più attuali e sofisticate di quelle di Fca, e siano molto più avanti tecnologicamente soprattutto sul piano “green”, grazie a Fca potrebbero colmare più velocemente un gap di immagine che ancora scontano soprattutto sui mercati occidentali. Insomma Fca metterebbe sul tappeto il prestigio di marchi come Jeep, Alfa Romeo e Maserati e Hyundai “peserebbe” grazie la sua copertura commerciale globale, i suoi centri di ricerca e di design e le sue fabbriche diffuse globalmente. Un’operazione win win, comunque la si guardi. Con un occhio, vigile, sull’occupazione soprattutto del Belpaese, ovviamente.

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