Giro di vite contro i ”furbetti” della targhe straniere: multe sino a 700 euro

Anche una recente puntata della trasmissione le ‘Iene’ si è occupata delle auto che circolano in Italia con targa straniera.

Il recente decreto Sicurezza, in vigore dall’1 gennaio, ha introdotto un giro di vite su questi veicoli. La riforma contenuta negli articoli 93 e 132 del Codice della Strada vuole impedire il dilagare di coloro che usano questo stratagemma delle targhe estere per non pagare le multe, il bollo (e il superbollo) e di non preoccuparsi della revisione o di pagare l’assicurazione.

Stando a quanto disposto nell’articolo 93 del Codice della strada, come modificato dal decreto sicurezza: ”E’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero“. La circolazione con un veicolo immatricolato all’estero oltre il 60esimo giorno dall’acquisizione della residenza in Italia comporta una multa da 712 euro e l’immediata cessazione dalla circolazione del veicolo. Non solo. Nel caso in cui entro i successivi 180 giorni il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia tornato all’estero con foglio di via, è prevista la confisca.

‘Le Iene’ nel loro servizio hanno bloccato a Milano alcune auto di grossa cilindrata con targa rumena o bulgara: una volta intervistati gli automobilisti ‘italianissimi’ hanno detto senza problemi di farlo per non pagare le tasse. Nel 2017 solo il Comune di Milano si è trovato a provare a mandare 110mila notifiche oltreconfine, vedendone pagate solo la metà.

Sempre nel servizio televisivo la iena Cizco ha fatto visita ad un’agenzia che offre un servizio per furbetti per cambiare la targa italiana in una bulgara, con un trucco aggiuntivo: il noleggio dell’auto da parte di una società all’estero.

Dal precedente divieto sono esclusi i veicoli in leasing o a noleggio senza conducente acquisiti da operatori di un altro Stato della Unione Europea o dello Spazio economico europeo che non abbiano sedi secondarie o effettive in Italia. Tutto questo a condizione, però, di tenere a bordo del veicolo “un documento sottoscritto dall’intestatario e recante data certa dal quale risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo”.

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