I furbetti del bonus bici: spunta la truffa

Il Bonus Mobilità pare essere un gran buco nell’acqua, ancora problemi relativi all’incentivo

Nei giorni scorsi abbiamo parlato nel nuovo bonus bici. In realtà si tratta di un’agevolazione che era stata approvata già a partire dalla fine del primo lockdown, lo scorso mese di maggio, che per diverse vicissitudini, è stato rimandato più volte, fino allo scorso 3 novembre.

Quella la data in cui infatti (parliamo di martedì scorso) è stata aperta la piattaforma sul portale bonusmobilita.it (sito del Ministero dell’Ambiente). Il buono è spendibile in uno dei 2.000 i punti vendita già registrati. L’incentivo è valido per biciclette, e-bike, monopattini e servizi di mobilità condivisa a uso individuale. Lo possono richiedere anche coloro che hanno già comprato il loro mezzo sotto forma di rimborso diretto, a condizione che venga esibito lo scontrino o la fattura è che la spesa sia stata fatta dal 4 maggio al 2 novembre 2020.

Ma per questo incentivo non c’è davvero pace. Il giorno che è stata aperta a tutti la possibilità di “accaparrarselo” il sito è andato immediatamente in tilt. Qualche ora dopo i fondi messi a disposizione del Ministero (parliamo di 215 milioni di euro) erano già terminati e, come se non bastasse, oggi il bonus è pure diventato oggetto di una truffa sia a danno dei cittadini che dello Stato. Spieghiamo subito cosa sta succedendo.

Su alcuni dei più importanti siti web di vendita e scambio di prodotti online (al momento siamo a conoscenza di due casi su eBay) stanno apparendo alcuni voucher richiesti e ottenuti dai cittadini nella procedura online, che vengono messi in vendita dagli utenti stessi.

Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente, ha infatti confermato di aver già allertato la Guardia di Finanza che ovviamente controllerà gli annunci e troverà i trasgressori. La pratica infatti non è assolutamente lecita, oltre ad essere scorretta. Si tratta in particolare di una truffa sia nei confronti dello Stato che in quelli dell’acquirente: il bonus eventualmente comprato su eBay non potrà di certo essere speso.

Forse non tutti lo sanno ma il voucher è ovviamente nominativo e deve essere validato dal negoziante usando la funzionalità esposta all’interno dell’area autenticata “Valida Buono” oppure con un web service, se dotato di un certificato di autenticazione. L’applicazione riconosce il codice del buono e il negoziante allora può procedere con la verifica degli altri dati, tra cui il valore del voucher stesso e le generalità dell’acquirente, chiedendo anche (a sua discrezione) un documento di identità. Non cadete quindi in questa trappola, perché il venditore in questo caso non validerà il vostro buono.

Oltre alla truffa e ai problemi al sito, sono troppi gli utenti rimasti senza rimborso. Oggi viene così riaperto il portale e sarà possibile richiedere il bonus.

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