Fca, niente addio per i motori diesel

L’incontro avvenuto giovedì 29 novembre tra i vertici di Fca e i sindacati si è concluso con buone notizie per gli stabilimenti italiani con l’azienda che investirà 5 miliardi di euro per il triennio 2019 -2021 con l’obiettivo di consolidare in chiave innovativa la fabbrica italiana dell’automobile.

In questo senso rientrerà la produzione della nuova Fiat 500 elettrica nello stabilimento di Mirafiori. Nello stabilimento di Pomigliano sarà prodotto il suv compatto dell’Alfa Romeo e la Panda (la cui produzione non si sposta in Polonia). A Cassino entro i prossimi 3 anni sarà prodotto un nuovo suv medio con marchio Maserati. A Termoli, gli operai dovranno concentrarsi sui nuovi motori benzina Fire Fly 1.000, 1.300, turbo, aspirati e ibridi.

Decisione importante anche per i motori diesel, la cui produzione non sarà interrotta ma solo rimandata a data da destinarsi con un sospiro di sollievo per lo stabilimento Fca di Pratola Serra in Irpinia che produce prevalentemente motori diesel.

Andremo oltre il 2022 per alcuni modelli con questa motorizzazione, anche se prima o poi succederà che la produzione Diesel dovrà interrompersi – ha detto Piero Gorlier, numero uno di Fca in Europa – Le emissioni delle auto a gasolio sono già scese del 60-70%. E nel 2020 avremo Diesel più efficienti e con emissioni ancora più contenute”.

Del resto i diesel di nuova generazione garantiscono consumi ridotti, e quindi costi di gestione contenuti per i clienti, oltre a valori di emissioni in atmosfera sufficientemente bassi da poter rispettare le sempre più stringenti normative europee.

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