FCA, gli effetti negativi del Coronavirus sui conti

Il Gruppo italo-americano riesce a contenere in parte la crisi, facendo comunque fronte ad una perdita rilevante

Gli effetti del Coronavirus, non è di certo un segreto e anzi ne abbiamo parecchio parlato in questi mesi, sono stati devastanti per l’economia del nostro Paese, il settore auto è stato uno dei più colpiti e sta attraversano il peggior momento degli ultimi decenni di storia.

Abbiamo visto di recente qual è la vera dimensione della crisi per l’automotive, e i primi segnali di ripresa, in questo scenario FCA chiude il secondo trimestre con un miliardo di euro di perdita netta, in grado comunque di contenere l’impatto della crisi Covid-19. I risultati e il flusso di cassa hanno comunque dimostrato un ottimo miglioramento già a giugno, rispetto ai mesi precedenti, per questo il Gruppo prevede una performance molto positiva per la seconda parte del 2020, così tristemente segnato.

L’amministratore delegato Mike Manley ha spiegato: “In Nord America, America Latina e Asia i nostri impianti sono già ai livelli pre-Covid. In Europa la produzione tornerà ai livelli precedenti alla pandemia in questo trimestre. Segnali positivi arrivano soprattutto dal Nord America, dove la pausa estiva in molti stabilimenti è stata rallentata o cancellata per allineare la produzione a una domanda più elevata delle attese”.

E continua, analizzando i dati, l’AD: “Il nostro secondo trimestre ha mostrato come le azioni decisive e il contributo straordinario delle nostre persone abbiano consentito a FCA di contenere l’impatto della crisi dovuta al Covid-19. Mentre l’azienda resta vigile sulla salute e sulla sicurezza dei propri dipendenti, i nostri stabilimenti sono ora operativi, la rete ha ripreso le vendite sia nelle sedi che online e abbiamo la flessibilità e la forza finanziaria per portare avanti i nostri piani”.

Manley sottolinea quanto l’emergenza Coronavirus continui a confermare “la logica stringente della fusione tra PSA e FCA”. I tempi della fusione sono stati confermati come quanto si era detto nelle settimane scorse. “Il lavoro di entrambi i team per portare a termine la fusione è proseguito a ritmo sostenuto e prevediamo di raggiungere l’obiettivo di diventare un’unica società entro il primo trimestre 2021. Le approvazioni antitrust sono state ottenute in 12 delle 22 giurisdizioni coinvolte”.

Il nome scelto per l’alleanza FCA-PSA è Stellantis, questo lo avevamo già detto, l’AD ha spiegato: “Viene dal concetto di galassie e stelle. Volevamo qualcosa che rappresentasse il desiderio dei due gruppi di mettersi insieme. C’è un’ispirazione poetica anche se io non mi definirei una persona poetica”. Per quanto riguarda il secondo trimestre, i ricavi di FCA sono in calo del 56% a 11,7 miliardi, l’ebit adjusted è negativo per 900 milioni di euro, le consegne globali sono 424.000 in tutto, con una diminuzione del 63%.

Nella strategia di Manley per il futuro c’è l’elettrico: “Forniremo un portafoglio di veicoli elettrificati ad alta tensione che contribuiranno a garantire il rispetto delle normative sulle emissioni e sui consumi di carburante sempre più rigorose in tutto il mondo. L’elettrificazione è al centro della nostra strategia e sta crescendo in modo significativo nel 2020”.

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