Fca, arrestato negli Usa il manager dei diesel

Giornata non facile per FCA, quella di martedi 24 settembre. Non solo la notizia relativa alla pronuncia della Corte UE, che ha obbligato l’azienda a ripagare al Lussemburgo 30 milioni di euro di arretrati, ma anche l’arresto negli Stati Uniti di un manager del settore diesel ed emissioni.

Il dirigente di Fiat Chrysler, E.P., è stato arrestato con l’accusa di aver falsificato i test sui motori diesel e, così facendo, di aver tratto in inganno i consumatori.

L’uomo sarebbe accusato di avere violato il Clean Air Act, legge fondamentale sulla protezione dell’ambiente negli Usa, in vigore dal 1963.

La legge prevede la fissazione, da parte dell’Environmental Protection Agency (Epa), l’agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense, di standard nazionali di qualità dell’aria per determinati tipi di inquinanti.

Il gruppo Fiat Chrysler si è detto disposto a collaborare con le autorità e nel frattempo è già al lavoro per analizzare i dettagli delle accuse rivolte al suo manager.

La notizia ha enfatizzato la discesa del titolo che a Piazza Affari ha chiuso ieri con un rosso del 2,03%. A New York, invece, le azioni FCA hanno archiviato la seduta con un sonoro -2,99%.

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