Fca, addio Renault. Il futuro guarda a Oriente

Grande delusione della società francese, Fca invece non si ferma e ha grandi progetti per il futuro

La fusione tra Fca e Renault è saltata, la società francese ha espresso la sua grande delusione e Fca ha nuovi piani.

Renault è dispiaciuta di “non avere l’opportunità di continuare a portare avanti la proposta di Fca”, ritirata dal Gruppo italoamericano dopo il secondo rinvio del CdA transalpino, come ormai ben sappiamo. Una nota del Gruppo francese dice: “Siamo grati per l’approccio costruttivo di Nissan e desideriamo ringraziare Fca per i suoi sforzi e il consiglio di amministrazione della Renault per la sua costante fiducia”. Il pensiero di Renault continua ad essere questo: “la fusione prospettata da Fiat-Chrysler sarebbe stata tempestiva, avente una logica industriale avvincente e un grande vantaggio finanziario e che si concretizzerebbe in un polo globale con sede in Europa”.

Il Governo francese che è azionista di Renault con il 15.1%, ha dato come motivazione il mancato sostegno da parte di Nissan alla fusione. Secondo quanto sostiene Hiroto Saigawa, Ceo della Casa giapponese controllata da Renault: “Una fusione tra Fca e Renault richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault”. Il ministero dell’economia francese ha assicurato: “Il fallimento della fusione tra Renault e Fiat Chrysler non ha niente a che vedere con interventi politici dello Stato, ma è dovuto alla volontà del Governo di preservare l’alleanza tra il produttore e il suo partner Nissan”.

In realtà il tutto si può riassumere grazie ad un comunicato conclusivo del ministero francese dell’Economia, che sottolinea che “l’avvenire di Renault è rafforzamento dell’alleanza con Nissan”. Per quanto riguarda invece l’avvenire di Fca e cosa ha in mente il Gruppo Italo americano su nuovi potenziali partner possiamo dire che entro il 2021 le nuove normative europee imporranno ai costruttori un adeguamento tecnologico molto profondo, per evitare le multe previste per chi non rispetta le emissioni medie per tutta la gamma di 95 g/km.

Per questo motivo Fca dovrebbe investire o creare nuove soluzioni e visto che il progetto di fusione recente non è andato a buon fine, la famiglia Agnelli che controlla il 29% è dovuta scendere al 14.5% del capitale.  Secondo il comunicato di Fca dopo la rottura con Renault, “non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo”, escludendo quindi assolutamente un ripensamento.

Per quanto riguarda Psa, che ha una struttura molto solida e che in passato, quando ancora c’era Sergio Marchionne alla guida, aveva parlato spesso di possibili collaborazioni con Fca, la porta sembra chiusa anche su questo fronte. Infatti lo scorso aprile l’agenzia Reuters Tavares comunicato: “non abbiamo una specifica azienda come obiettivo, in particolare non Fca”.

In Europa c’è ancora Ford, coinvolta in un accordo con Volkswagen, che quindi pare non lasciare spazio a Fca. Ecco perché l’unica opportunità che sembra rimanere per Fca è quella di allargare gli orizzonti verso oriente. Nella logica di possibili sinergie sembra che il Gruppo possa puntare a Hyundai-Kia, un partner che possiede già le tecnologie necessarie per l’avanzata verso il mondo dell’elettrificazione. Lavora infatti su motorizzazione ibrida, elettrica e ad idrogeno e vuole espandersi sul mercato statunitense, potrebbe quindi trarre vantaggio dall’esperienza Fca in questo senso.

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