Fase 2, a Milano nuove piste ciclabili entro giugno

Sarò fondamentale nelle grandi città incentivare la mobilità alternativa dalle bici ai monopattini elettrici.

Da Milano e Roma si ragiona su come si dovrà affrontare la fase 2 della ripartenza. Le grandi città sono ovviamente quelle a maggior rischio.

Il sistema di trasporti pubblici rischia di non reggere infatti alla richieste stringenti per fase 2. Obbligare al distanziamento attuale comporterebbe riduzioni della capacità di carico dei mezzi non sostenibili, con conseguente rischio del ricorso indiscriminato al mezzo privato.

Sarò così  fondamentale incentivare la mobilità alternativa dalle bici ai monopattini elettrici. Per facilitare la mobilità dolce tra le ipotesi c’è quella di aumentare le piste ciclabili in modo provvisorio e non con cordoli fissi, anche per mancanza di tempo.

Marco Granelli, assessore alla mobilità di Milano, ha spiegato che la città lombarda si sta preparando anche in questo senso per evitare di avere un altro milione di auto nelle strade: ”Stiamo predisponendo atti e progetti per mettere in strada circa 35 km di nuovi percorsi ciclabili, da aggiungere ai poco più di 200 già esistenti, in un tempo compatibile con l’emergenza tra maggio e giugno. La prima modalità sarà quella di fare percorsi ciclabili e pedonalità che allarghi i marciapiedi dove è necessario camminare meno fitti, nel minore tempo possibile, in sola segnaletica. Significa tracciare in strada, lungo le principali direttrici, percorsi ciclabili lungo i marciapiedi, e tra il marciapiede e la sosta, e disegnare allargamenti dei marciapiedi laddove più stretti”.

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