Elon Musk costretto ad una brutta frenata per la Tesla Model 3

Diversi inghippi per la casa automobilistica Tesla provocano un rallentamento generale nella produzione; la società deve iniziare a centrare gli obiettivi.

La Tesla, Casa automobilistica di Elon Musk, ambisce a diventare la prima produttrice di auto elettriche su larga scala. L’auto in questione è la Model 3, già preordinata da decine di migliaia di persone, il cui prezzo dovrebbe partire da 35.000 dollari. Tesla però sta producendo molte meno unità di quelle previste e sta rimandando continuamente anche il raggiungimento degli obiettivi di produzione e la consegna.

Colpi bassi per Tesla: mercoledì 28 marzo la società ha perso l’8% del suo valore in borsa e inoltre ha dovuto decidere di ritirare 123.000 Model S dal mercato a causa di un problema al servosterzo. I proprietari coinvolti saranno informati nel momento in cui nella loro area ci sarà un servizio di riparazione che in un’ora sistemerà tutto. In generale, il momento non è dei migliori. Dopo essere diventata leader del settore a causa della mancanza di concorrenti, ora da una parte ci sono i costruttori tradizionali di vetture di lusso che spingono sull’elettrificazione, dall’altra i generalisti che aggrediscono la fascia media delle auto alla spina.

Bloomerang ha creato un contatore che tiene costantemente aggiornato in tempo reale il numero di Model 3 prodotte e la produzione settimanale. Ad oggi sappiamo che sono state prodotte 11.418 Model 3, 1.058 a settimana. Cifre molto inferiori rispetto agli obiettivi che la società si era posta inizialmente. Dallo scorso luglio, Tesla continua a rimandare l’obiettivo di produzione di 5.000 unità a settimana, oggi continua a comunicare che la produzione sta aumentando e che entro la fine del mese di marzo, Tesla arriverà a 2.500 unità prodotte a settimana.

Elon Musk ha raccolto molta fiducia e sostegno tra investitori e appassionati, essendo un imprenditore carismatico, con progetti visionari, molto attivo su differenti settori e con proposte di un certo rilievo. Solo per citare un esempio, nel 2010 Tesla è stata la prima casa automobilistica statunitense a quotarsi in borsa in 54 anni. Oggi le sue azioni valgono in tutto circa 43 miliardi di dollari, contro i 43,8 di Ford, che però vende milioni di auto ogni anno.

Le auto prodotte dalla Tesla sono vendute a prezzi simili a Porsche e Bmw, che vengono dalle migliori case automobilistiche di lusso. La società deve riuscire a produrre e vendere molte più auto se vuole continuare con il progetto. L’anno scorso a un certo punto la lista d’attesa era di 5.000 persone, che avevano pagato 1.000 dollari a testa. Oggi non sappiamo quanti effettivamente si siano ritirati ottenendo il rimborso.

Tesla deve pagare 230 milioni di dollari in obbligazioni entro novembre e altri 920 entro marzo. Non ha ancora prodotto profitti, anzi nel 2017 ha perso 2,24 miliardi di dollari e aveva 2,4 miliardi di dollari di debiti coi fornitori. Non si tratta di cifre spaventose, ma è chiaro che Tesla deve iniziare a centrare gli obiettivi.

Musk ha detto che lavorerà gratis per i prossimi dieci anni e sarà allora che, se Tesla avrà raggiungo gli obiettivi previsti, allora otterrà un bonus di 55,8 miliardi di dollari, una cifra che lo farebbe diventare in un attimo l’uomo più ricco sulla faccia della terra.

Come se non bastasse a muovere acque sporche, la scorsa settimana una Tesla Model X è stata coinvolta in un incidente in California; sono in corso le indagini federali e non si sa se l’auto stesse usando il sistema di pilota automatico.

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