Dopo Toyota, anche Bosch attacca le auto elettriche e l’UE

Anche Bosch si schiera contro le politiche dell’Unione Europea e difende i motori a combustione interna

Franz Fehrenbach, presidente del consiglio di sorveglianza di Bosch, scende in campo e dice la sua; parole che sono tutto fuorché leggere, visto che “attaccano” il mondo delle auto elettriche, oggi in continuo sviluppo, e soprattutto le normative UE che favoriscono la transizione alla mobilità a “zero emissioni”.

Non è la prima volta che un soggetto che ha una posizione rilevante nel settore prende parola e lo fa in questo modo. Abbiamo assistito infatti poche settimane fa alle dichiarazioni di Akio Toyoda, presidente di Toyota, che ha stroncato le auto elettriche dicendo: “Se la nostra nazione sarà troppo frettolosa nel vietare le auto a benzina, l’attuale modello di business dell’industria automobilistica crollerà”, prevedendo anche una gran perdita di posti di lavoro.

Oggi è la volta del presidente del principale fornitore al mondo di tecnologia auto, sceso in campo in un colloquio alla Stuttgarter Nachrichten. Un’intervista che, come avviene per questa tipologia di “tematiche”, non è stata certamente casuale, anzi, programmata con cura, per dare un forte segnale. Bosch accusa l’UE, incolpandola per la scelta di politiche che portano a preferire le auto 100% elettriche in maniera “non adeguatamente giustificata”. È Fehrenbach a sottolineare che questo va anche “a svantaggio dei motori a combustione interna e a scapito del clima”.

Le accuse partono dal fatto che le auto elettriche non sono “climaticamente neutrali”, che non si può parlare di zero emissioni. Discorso già emerso più volte, ma che anche i più grandi brand tedeschi, che tra l’altro sono anche tra i maggiori clienti di Bosch, come Mercedes e Volkswagen, sostengono non sia veritiero. Per i grandi marchi l’accusa infatti è infondata, lo dimostrano pubblicando periodicamente il bilancio delle emissioni dell’elettrico nell’intero ciclo di vita.

Questo dimostra sempre che le emissioni delle auto a batteria sono in ogni caso minori rispetto a quelle delle vetture a combustione interna e che si continua a lavorare per migliorare ulteriormente i valori. Il presidente di Bosch però pare non voler sentire ragioni e continua a sostenere che non ci sono chiarezza e trasparenza per quanto riguarda “il bilancio energetico necessario per generare la corrente”, come se qualcuno nascondesse i dati reali.

Oltretutto la sua più grande accusa va all’UE, che secondo Franz Fehrenbach sta imponendo dei limiti sulle emissioni davvero bassi e troppo in fretta, favorendo così le auto elettriche, in tempi che ancora, secondo lui, non sono maturi. I ritmi secondo cui l’Unione Europea vuole praticamente “imporre” le vetture a batteria, per Bosch, non sono assolutamente sostenibili.

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