Doping tecnologico: scoperto motore in una bici ai Mondiali

Scoperto il motore in una bici ai Mondiali Under 23 di ciclocross

A quanto pare, nel ciclismo il ‘doping’ non riguarda solo gli atleti ma anche le due ruote: all’ultimo Mondiale di ciclocross Under 23 tenutosi a Heusden-Zolder, in Belgio, è stata infatti trovata una bici fornita di un motore nascosto nel telaio. La due ruote era usata da Femke Van Den Driessche, 19enne belga tra le favorite per il titolo e ritiratasi dopo l’incredibile scoperta.

Non sapevo niente del motore nella bicicletta, non era neanche mia ma di un mio amico: me la sono ritrovata per un malinteso con un meccanico – ha provato a difendersi la Van den Driessche – Questo ragazzo si allena con me certe volte e la sua bici sembra del tutto uguale alla mia. Non mi sono mai accorta che avesse un motore. Non è divertente quando si viene accusati di una cosa del genere: io non ho mai voluto ricorrere a questo genere di trucchi”.

“Mi spiace molto per il ciclismo e lo sport in generale ma ora so che ho un grosso problema da risolvere. Non ho paura dell’inchiesta che è stata aperta su di me perché so di non aver fatto nulla ma so che la mia carriera potrebbe essere finita. Spero solo di avere un’altra possibilità”. ha aggiunto la Van den Driessche.

Durissimo, intanto, il commento di Brian Cookson, presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI): “La frode tecnologica è inaccettabile. Vogliamo che la minoranza che pensa di usare questi trucchi, capisca che è impossibile nasconderli a lungo e che prima o poi pagherà per i danni che arreca al nostro sport”, ha ‘twittato’, Cookson

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