Divieto di targhe estere in Italia, le deroghe previste

Abbiamo parlato tanto in quest’ultimo periodo della lotta alla circolazione delle auto con targa estera in Italia.

Oggi la novità è che dopo aver chiarito per bene la normativa il Governo sta lavorando alla possibilità di concedere delle deroghe. È stato il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli a spiegarlo durante un evento organizzato a Cattolica, in provincia di Rimini. Nel dettaglio ha parlato del problema che riguarda la Repubblica di San Marino in particolare, molto vicina alla zona dove ha parlato il Ministro.

È vero che ci sono i furbi che guidano la loro auto in Italia anche se targata in un altro Paese estero per non pagare le tasse e tutti gli oneri a carico degli automobilisti. “Ci sono però anche delle piccole realtà di lavoratori che avevano avuto la targa per motivi di confine”, ha spiegato Toninelli.

La deroga a cui il Governo oggi sta lavorando per le targhe estere in Italia è proprio per evitare che queste persone vengano multate. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dichiarato ancora: “Non siamo riusciti a metterlo nello sblocca-cantieri, dobbiamo trovare il veicolo normativo migliore per inserirlo. Ma le deroghe sono già state trovate”.

L’articolo 93 del Codice della Strada, in base alla nuova formulazione, vieta a chi risiede in Italia da più di 60 giorni di circolare con un veicolo immatricolato all’estero. Il divieto riguarda qualsiasi veicolo (anche commerciali) con alla guida sia i cittadini italiani che stranieri.

Questa regola è stata introdotta per contrastare una pratica ampiamente diffusa di circolare con auto con targhe straniere per evitare di pagare tasse (ad esempio, superbollo), multe e assicurazioni. Ora, per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa da 712 euro fino a 2.848 euro.

Sono esclusi dal divieto leasing, locazioni o comodati d’uso concessi a un residente in Italia da parte di un’impresa europea che non abbia una sede secondaria effettiva in Italia. La circolazione è ammessa se a bordo c’è un documento che attesti data del contratto e durata e della disponibilità del veicolo”

La contravvenzione non è l’unica “punizione” prevista dal nuovo articolo del Codice della Strada, ma avviene anche il sequestro amministrativo del veicolo. Per riottenere l’auto si dovrà affrontare un complesso processo burocratico che aumenterà anche i costi da sostenere e priverà del mezzo per diverso tempo.

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