Dispositivi antiabbandono, grande caos: cosa sta succedendo

L’obbligo è scattato il 7 novembre e le polemiche sono già accesissime, troppe le incertezze

Parliamo nuovamente dell’obbligo dei seggiolini anti-abbandono scattato solo due giorni fa ma già al centro del mirino, tante le critiche e aspro il malcontento degli utenti, cerchiamo di capire meglio quale sia la reale situazione oggi e il pericolo di sanzioni.

Innanzitutto la prima cosa da dire è che i costi di questi nuovi dispositivi sono molto alti e gli incentivi promessi non sono ancora scattati, per questo è stata subito richiesta una moratoria per l’applicazione delle sanzioni e la ministra Paola De Micheli ha già assicurato di essere pronta ad intervenire per posticipare l’applicazione delle multe.

La stessa ha spiegato che la legge in oggetto “è sacrosanta e di civiltà” e che presto potranno essere richiesti i 30 euro di rimborso per la spesa sostenuta per acquistare i nuovi dispositivi antiabbandono. Ha inoltre aggiunto: “Trovo vergognoso strumentalizzare la vita dei nostri figli a fini politici. Questa legge dovrebbe costituire soltanto una conquista per tutti e non un motivo di polemica. Le sanzioni sono previste dalla legge 117, votata all’unanimità dal Parlamento italiano, ed entrano in vigore per legge insieme all’obbligo. Per dare più tempo per adeguarsi all’obbligo è necessario un altro intervento di legge, quindi stiamo studiando in quale decreto inserire l’emendamento che potrà essere del governo o della maggioranza, perché sia il Partito Democratico che altri partiti si sono detti disponibili a posticipare l’entrata in vigore delle sanzioni”.

La ministra De Micheli ha inoltre spiegato che “non è stato anticipato niente, abbiamo semplicemente seguito quello che diceva la legge, che prevedeva 120 giorni dal decreto e comunque non oltre il primo di luglio. Agli inizi di settembre, quando sono diventata ministro, è avvenuta una tragedia a Catania, dove un bambino è morto, ed è apparso chiaro che il ritardo con il quale stava uscendo quel decreto non potevamo permettercelo. Quindi abbiamo accelerato il più possibile. La data tassativa era il primo di luglio, considerato il lavoro fatto in questi giorni, nel decreto pubblicato abbiamo dato la scadenza del 7 novembre. Quindi la scadenza del 7 novembre non è stata anticipata ma era già nel decreto attuativo”.

Il Forum Famiglie, l’associazione vicina alla Cei che si occupa di famiglia, ha chiesto di congelare le sanzioni però “almeno fino a quando non saranno emanate disposizioni chiare sull’erogazione del contributo statale per chi dovrà acquistare gli adattatori o i nuovi seggiolini. Confidiamo, inoltre, nell’impegno del Governo a informare in modo adeguato le famiglie, mettendole in condizione di provvedere ed evitare le sanzioni”.

La Lega attacca il governo sull’entrata in vigore del provvedimento: “È vergognoso che questo Governo di incapaci sia riuscito a creare l’ennesimo caos anche su un tema delicato come quello dei dispositivi antiabbandono per i bambini in auto”. Anche Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia non si è risparmiata nelle critiche: “Peccato che finora non ci sia stata alcuna campagna informativa, il decreto fiscale ha previsto finalmente un contributo per l’acquisto ma non si sa come accedervi, le aziende produttrici in buona parte non sono pronte con il quantitativo necessario, i negozi che ne hanno non li vendono perché non hanno certezze sulla loro conformità. È l’ennesimo pasticcio”.

Il provvedimento riguarda 1.8 milioni di bambini ma i seggiolini in vendita saranno solo 250.000 da qui a fine anno. Secondo Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club di Milano, sarebbe stato opportuno far scattare l’obbligo “nella data preventivata a suo tempo, il 6 marzo 2020, per dare modo a produttori, venditori e utenti di attrezzarsi”. Vediamo i provvedimenti nei prossimi giorni.

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