Dieselgate: un altro capitolo si apre in casa Mercedes

Alcune indiscrezioni del quotidiano tedesco Der Spiegel riprese anche da Reuters rivelerebbero irregolarità nella gestioni delle emissioni dei diesel da 1,6 litri.

Il Dieselgate non conosce confini, nazionalità, né brand, anche la blasonata Mercedes viene chiamata in causa dal quotidiano tedesco Der Spiegel per la presenza di un dispositivo elettronico in grado di falsare i dati su emissioni inquinanti.

Der Spiegel pur non fornendo la fonte, afferma che sui motori frutto dell’alleanza con Renault – e ci si riferisce ai diesel 1,6 montati sul Vito e su molti modelli di classe A e C – ci sono alcune irregolarità nella gestione degli inquinanti durante le sedute di omologazione. Questa problematica era già emersa in modo del tutto analogo sugli stessi motori Renault nel corso del 2016 a seguito di un’analoga inchiesta fatta su suolo francese.  Sul motore della casa della Losanga da 1,6 litri diesel denominato dCi erano state rilevate infatti alcune irregolarità e non si era escluso un allargamento dell’inchiesta per stabilire il possibile coinvolgimento di altri costruttori, anche se Renault ha sempre respinto ogni accusa.

Questi dispositivi elettronici illegali sono già stati individuati nel corso del Volkswagen gate negli Stati Uniti: riescono a capire se il veicolo è sottoposto a una seduta di omologazione sorvegliando una serie di parametri tipici di queste, quali ad esempio: l’angolo dello sterzo, la velocità dei veicolo (se il test è condotto sui banchi a rulli deve essere zero), il numero di giri del motore e, probabilmente, l’inserimento della sonda digitale per l’analisi nella porta diagnostica (Obd). In questo caso “scelgono all’interno delle possibili configurazione elettroniche del motore quella maggiormente “green” sacrificando potenza e prestazioni in funzioni di emissioni allo scarico sensibilmente migliori rispetto a quelle verificate su strada.

Stando al quotidiano tedesco la Kba, l’Autorità Federale dei Trasporti tedesca, ha già avviato indagini per accertare la possibile presenza di dispositivi illegali su alcuni motori diesel Mercedes-Benz. Oltre al Vito, per il quale è già stato ordinato un richiamo, sotto accusa vi sarebbero complessivamente circa 600 mila esemplari.

La Casa tedesca ha tuttavia fatto sapere di non aver ricevuto ancora dati ufficiali in merito alle indagini sulle proprie vetture, ma il Ceo della Daimler, Dieter Zetsche, è atteso lunedì dal ministro dei Trasporti, Andreas Scheuer, per un incontro dal quale dovrebbero essere rivelati maggiori dettagli.

 

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