Dieselgate, maxi multa da 800 milioni per Audi

Il contenzioso nell’ambito dell’indagine della procura di Monaco sul caso dieselgate si è concluso

Torniamo a parlare di dieselgate e, in questo ambito, anche della Casa automobilistica Audi.

A giugno la notizia che Rupert Stadler, CEO Audi, era stato fermato dalle Forze dell’Ordine, indagato nell’ambito dello scandalo sulle emissioni falsate dei veicoli diesel che ha coinvolto tutto il Gruppo Volkswagen, che controlla differenti marchi di automobili, tra cui anche Audi. Le abitazioni private e gli uffici personali sia di Stadler che di un altro membro di Audi erano stare perquisite ed entrambi erano stati accusati del reato di frode e di aver contribuito alla realizzazione e divulgazione dei certificati falsi sui test delle emissioni fatti alle proprie vetture di produzione. Ricordiamo che le pene per il dieselgate sono molto alte, visto che in Europa ha causato quasi 5.000 morti all’anno, di cui un quarto in Italia.

Oggi si chiude il contenzioso di Audi con i magistrati tedeschi, per quanto riguarda le suddette accuse ricevute. La Procura di Monaco ha deciso che la Casa automobilistica è tenuta al pagamento di una multa di 800 milioni di euro per poter estinguere il procedimento a suo carico. Audi ha accettato queste condizioni imposte, come è stato scritto in un comunicato emesso dal Gruppo Volkswagen, nonostante l’esborso di una somma di denaro così ingente influenzerà negativamente il risultato del 2018.

Il procedimento aperto a causa dello scandalo dieselgate di cui si è infinitamente parlato e si continua ancora a discutere, è quindi chiuso, in un modo che i Pubblici Ministeri di Monaco definiscono come giuridicamente vincolante.

C’è da ricordare anche che il produttore ha già pagato e continua a pagare a causa di questo fenomeno del dieselgate; facendo un conto dei richiami di veicoli, dei procedimenti giudiziari e di un’altra multa di un miliardo imposta lo scorso giugnodai procuratori di Brunswick, la Casa ci ha già rimesso una somma che va oltre il valore di 27 miliardi di euro. Per quanto riguarda quest’ultimo procedimento a suo carico, la Procura di Monaco ritiene che all’interno della società non ci sia una forte vigilanza, anzi la definisce carente, per quanto riguarda il processo di test e approvazione delle auto diesel che vengono prodotte, che secondo l’accusa non rispettano infatti le norme.

L’Agenzia Ambientale statunitense EPA aveva imputato a Volkswagen, già nel 2015, la dotazione a 11 milioni di vetture diesel di un software capace di alterare i risultati dei test antinquinamento e quindi di nascondere le vere emissioni, che nella maggior parte dei casi erano superiori alla norma e a volte anche di ben 40 volte più alte del possibile.

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