‘La decade della CO2′, i risultati dal 2010 al 2020

Si concludono questi dieci anni all’insegna della lotta contro le emissioni inquinanti

La decade che va dal 2010 all’inizio del 2020 si è appena conclusa e molto probabilmente la ricorderemo per sempre per un periodo molto attivo nel settore auto per quanto riguarda la battaglia contro le emissioni inquinanti di CO2 dei veicoli circolanti.

Per quanto riguarda infatti la conservazione dell’ambiente, questo periodo sarà ricordato per sempre per aver parlato praticamente ogni giorno di gas inquinanti e effetto serra. Per quanto riguarda le auto, sono state fissate delle nuove normative che hanno fatto scendere le emissioni allo scarico da 130 g/km dell’Euro 5 (che è stato introdotto nel mese di settembre 2009) fino all’omologazione attuale, che è l’Euro 6d e che ha portato il livello di emissioni in linea con quelle che sono oggi le normative WLTP e RDE. L’obiettivo è quello di riuscire a ridurre le emissioni dei veicoli Euro 6d fino ad un livello di 95 g/km entro il prossimo anno.

Al momento inoltre c’è ancora l’incognita delle decisioni future che saranno prese dall’Unione Europea e che sono state anticipate con il Patto Verde. Per il settore auto in Europa, già sofferente per la demonizzazione del diesel, la situazione non è proprio ottima. Il cosiddetto Patto Verde propone una riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030, prendendo come base i valori del 1990. Il grande obiettivo sarebbe quello di ottenere la neutralità climatica nel 2050.

Al momento i limiti che rimangono in vigore oggi sono gli stessi decisi lo scorso aprile dall’Ue, non è stato indicato nessun altro obiettivo da raggiungere. Abbiamo solo una certezza, ovvero che il prossimo anno entrerà in vigore il CAFE, Corporate Average Fuel Economy, standard vincolante come quello degli Stati Uniti; alcune Case automobilistiche potrebbero non prenderla proprio bene, anzi. Tutti i costruttori che non rispetteranno la soglia media di 95 km/g rischieranno multe molto pesanti, ulteriore elemento che turba le Case automobilistiche, soprattutto in un momento in cui sono stati fatti grossi investimenti per l’elettrificazione.

Il Gruppo Volkswagen potrebbe dover pagare 9.19 miliardi di euro di multa, secondo quanto stimato da Jato Dynamic, Psa 5.39 miliardi, seguiti poi da Renault con 3.57 miliardi, Fca 3.24 e Daimler 3.01 miliardi. Hyundai e Kia sono a quota 2.88 e Bmw 2.66 miliardi di euro.

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