Crisi dei semiconduttori, la strategia delle società di noleggio

L’emergenza Coronavirus ha portato dei cambiamenti a tutto il settore automotive, anche a quello del noleggio

Parliamo di auto e di emergenza Covid-19, di quello che ha portato questa situazione così delicata e particolare in tutto il settore (una crisi senza precedenti per il mercato), compreso quello del noleggio, un comparto particolare.

Iniziamo a spiegarne il funzionamento; in genere le grandi aziende che si occupano appunto di noleggio auto acquistano nuovi veicoli in uscita sul mercato a prezzi vantaggiosi. Ottengono questi benefici grazie all’elevata quantità di mezzi che comprano e in questo modo ogni società realizza i suoi profitti. Le aziende solitamente tengono ogni mezzo disponibile per un periodo di tempo e poi lo rivendono all’asta, in modo da ottenere un ulteriore guadagno e reinvestire il denaro in macchine appena uscite. Possiamo assolutamente affermare con certezza che nel corso dei decenni il modus operandi delle società di noleggio auto è sempre stato questo, ma il 2020 ha interrotto ‘la tradizione’.

E anche qui c’è lo zampino del Coronavirus, che ha stravolto il globo. Cosa significa? I noleggi lo scorso anno sono stati decimati rispetto agli anni precedenti, le aziende del settore quindi hanno venduto migliaia di vetture prima della fine del loro ciclo di vita, recuperando del denaro, abbattendo i costi e cercando di riempire le casse, svuotate dalla situazione Covid-19.

Cos’è successo però nel momento in cui i flussi di noleggio sono ripartiti? Molte società non avevano abbastanza auto per accontentare la domanda, le flotte infatti erano state praticamente dimezzate (e anche peggio), e oltretutto non avevano nemmeno la possibilità di acquistarne molte nuove, anzi; la crisi dei semiconduttori (di cui per altro abbiamo già parlato) infatti ha limitato la produzione di vetture.

Facciamo un focus sul mercato degli USA, la carenza di questi elementi ha ridotto appunto la produzione di auto, tanto che le società di noleggio si sono trovate in difficoltà nel voler ricomprare nuovi mezzi per ‘rimpolpare’ il proprio parco auto. Questo ha portato all’acquisto di auto usate da parte delle aziende, vetture con bassi chilometraggi vendute dai concessionari o appartenenti a lotti venduti all’asta o ancora ex leasing. Questa tendenza in America ha causato ad un aumento del 50% dei prezzi dell’usato rispetto al 2020.

Per quanto riguarda il noleggio oggi quindi in USA è più facile trovare vetture con un totale di chilometri percorsi maggiore, a un prezzo più elevato. Le aziende propongono infatti i loro veicoli a tariffe più alte rispetto a prima della pandemia di Coronavirus.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Crisi dei semiconduttori, la strategia delle società di noleggio