Crisi microchip, Mazda ferma la produzione

Il produttore nipponico blocca la produzione notturna in due impianti e rivede al ribasso le stime di auto nuove consegnate nel 2021

La crisi dei microchip miete un’altra vittima. Alla già lunga lista di produttori che hanno dovuto rallentare, o addirittura stoppare, la produzione dei propri veicoli a causa della scarsità di semiconduttori si aggiunge anche Mazda. I giapponesi hanno infatti annunciato di esser costretti a ridurre la produzione in due stabilimenti e, allo stesso tempo, a rivedere al ribasso le stime produttive annue.

La carenza di chip e semiconduttori è esplosa nel corso dell’estate e, nonostante tutti i tentativi di minimizzarne gli effetti, ha avuto un impatto decisamente negativo su di un settore già in forte crisi. Scatenata dal Covid-19, la crisi dei semiconduttori ha costretto produttori come FCA, Ford, Toyota, Mercedes, Nissan e Tesla a fermare alcune delle linee produttive e ha ulteriormente aggravato lo “stato di salute” di un settore economico e produttivo già in difficoltà dal marzo 2020. Il lockdown della primavera dello scorso anno aveva azzerato, o quasi, le vendite di auto nuove in tutto il mondo: ora che i numeri stavano faticosamente tornando sui livelli del 2019, i produttori devono fare i conti con un altro evento avverso.

Come detto inizialmente, anche Mazda si aggiunge alla lista dei produttori la cui produzione è intaccata dalla scarsità di semiconduttori. Il costruttore nipponico ha annunciato che a partire da domani sarà costretto a interrompere i turni notturni nei due impianti del Giappone occidentale per un totale di 10 giorni nelle prossime settimane. Una decisione simile potrebbe presto riguardare anche degli impianti in Malesia, dove un fornitore è stato costretto a tagliare le consegne perché impossibilitato a reperire nuovi componenti.

Come già accaduto per le altre case automobilistiche, anche Mazda si vede così costretta a rivedere al ribasso le consegne del 2021. Secondo le cifre rilasciate dal produttore nipponico, rispetto a quanto previsto a inizio anno, nel corso di questo anno fiscale la produzione globale vedrà un ridimensionamento di ben 100 mila veicoli. Una contrazione produttiva molto marcata, dunque, che non potrà non avere effetti negativi sulle consegne. Uno degli “effetti collaterali” della crisi dei microchip, infatti, è il rallentamento nelle consegne di auto nuove, già ordinate (e pagate, in alcuni casi) dai clienti, ma non disponibili perché mancano i componenti per realizzarle.

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