Covid-19 e mezzi pubblici, la soluzione non può essere l’uso privato dell’auto

La pandemia di Coronavirus ha cambiato le abitudini di ogni cittadino, cosa succede nel settore dei trasporti

Viviamo da più di un anno una situazione globale complessa, a causa della pandemia di Coronavirus che, oltre ad aver provocato gravi danni all’economia del nostro Paese (e non solo) ha purtroppo cambiato drasticamente moltissime delle nostre abitudini.

Già lo scorso anno, in piena pandemia, quando ancora la ‘speranza’ vaccini era lontanissima, secondo alcune ricerche effettuate, ben sette italiani su dieci dichiaravano che, una volta superata l’emergenza Covid-19, avrebbero utilizzato solo la propria auto privata per ogni spostamento, sia per lavoro che per piacere e tempo libero. Solo il 10% si mostrava coraggioso (o forse non aveva altra scelta) e dichiarava che avrebbe continuato a servirsi dei mezzi pubblici.

Oggi torniamo a parlare di questo argomento, stavolta è Jojob che lo fa, società di carpooling aziendale, che ci tiene a sottolineare come “la soluzione non sia l’uso privato dell’auto”. Secondo delle recenti analisi dei Carabinieri NAS, è stata rilevata un’importante presenza di tracce di virus Covid-19 anche sulle superfici di autobus e metropolitane, come tasti, maniglie e quant’altro. Questo ha chiaramente messo in allarme e destato nuovamente preoccupazione in tanti lavoratori e viaggiatori che ogni giorno, per necessità, usufruiscono del trasporto pubblico.

Secondo Jojob, società Benefit e principale servizio in Italia che offre alle aziende uno strumento completo di welfare aziendale dal punto di vista della mobilità, la soluzione a questa problematica però non deve e non può essere una corsa all’utilizzo privato dell’auto.

Gerard Albertengo, CEO di Jojob, ha infatti spiegato: “Che l’utenza del mezzo pubblico fosse più a rischio di contagio è cosa nota, ma l’esito delle analisi svolte dai Carabinieri rischia di impaurire ulteriormente migliaia di cittadini in tutte le metropoli italiane. Non è però pensabile che ora migliaia di pendolari in tutta Italia inizino ad utilizzare privatamente la propria auto per evitare autobus o tram. Non è possibile in termini economici, ma soprattutto ambientali”.

A questo proposito c’è un altro dato che possiamo riportare, che riguarda proprio il periodo di lockdown totale dello scorso anno. Durante i mesi di marzo e aprile, con tutte le attività chiuse e i lavoratori a casa, l’aria delle grandi città era tornata ad essere più pura, a livelli che non si registravano da molti anni. In uno scenario che di positivo non aveva assolutamente nulla, l’unica consolazione era stata la diminuzione dell’inquinamento, l’aria che ci circondava non era così pulita da tempo.

Durante il mese di marzo il traffico era crollato del 75%, chiaramente tutto era dovuto alla tendenza progressiva (oltre che all’obbligo) alla riduzione degli spostamenti, provocata dalle misure di contenimento della diffusione del Covid-19. Questi miglioramenti dal punto di vista ambientale hanno scaturito anche dei cambiamenti nelle abitudini, tante aziende continuano a far lavorare molti dipendenti in smart working, per evitare gli spostamenti, molti invece hanno deciso di appoggiarsi a mezzi privati ecosostenibili per muoversi in città, come i monopattini elettrici e le eBike (complice anche il Bonus Mobilità, che ne ha incentivato l’acquisto).

Jojob Carpooling, i consigli post pandemia

La soluzione anti-Covid, per Jojob, non è l’utilizzo privato dell’auto

Gerard Albertengo aggiunge: “Come Jojob siamo convinti che un valido aiuto possa venire dal carpooling che, se organizzato con le dovute accortezze, costituisce una soluzione integrativa al trasporto pubblico, in grado di alleggerire la pressione su autobus, metropolitane e tram riducendo contemporaneamente il numero di auto in circolazione. Il carpooling soprattutto per i pendolari e dipendenti delle aziende che non possono lavorare in smart working è una soluzione che utilizza tecnologie già attive e che non richiede ulteriori infrastrutture per poter essere concretizzata, permettendo ai lavoratori di spostarsi in sicurezza, risparmiando denaro e riducendo traffico e emissioni”.

Jojob quindi ci tiene a rassicurare il suo bacino d’utenza, ribadendo dunque la sua proposta di carpooling in sicurezza. Si viaggia con un equipaggio di massimo due persone, sedute una davanti e una dietro e dotate di mascherine, con l’invito a sanificare con regolarità l’abitacolo e di creare degli equipaggi stabili nel tempo. Si suggerisce anche l’uso delle portiere alternate, per una maggiore sicurezza anche nel momento di salita e discesa dall’auto. Senza dimenticare anche che, dai dati di chi utilizza il carpooling, emerge come nel 70% dei casi gli equipaggi su Jojob siano già stabili; questo significa che il contatto è limitato sempre alle stesse persone, con cui magari si condivide anche l’ufficio.

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