Costruttori di auto: si rischia crisi senza precedenti

L’epidemia di Coronavirus mette in ginocchio l’economia italiana, la ripresa sarà molto difficile

La crisi del Paese era inevitabile, ormai da settimane, per contenere l’epidemia di Coronavirus, sono infatti tante le attività chiuse, che hanno bloccato produzione e fornitura di servizi. Con il nuovo decreto appena emanato, si sono fermate moltissime altre realtà, tra cui tante fabbriche.

Ovviamente l’intento è quello di bloccare prima possibile il contagio che sta mettendo in ginocchio l’intero Paese, la situazione è troppo grave e quindi servono queste misure drastiche. Purtroppo la conseguenza è che questa crisi sembra essere la peggiore di sempre nel suo impatto per l’industria automobilistica.

I posti di lavoro a rischio nel settore auto in Europa ad oggi sono 14 milioni circa, a causa dell’emergenza Coronavirus sono davvero tante le persone terrorizzate da quello che il futuro ha in serbo dal punto di vista lavorativo. Eric-Mark Huitema, direttore generale dell’Acea, l’associazione dei costruttori di auto europei, ha dichiarato: “È chiaro che questa crisi è la peggiore di sempre nel suo impatto per l’industria automobilistica. Con il blocco di tutta la produzione e la chiusura della rete di vendita, sono in gioco i posti di lavoro di circa 14 milioni di europei”.

L’Acea spiega: “L’effetto del Coronavirus sulla società e sull’economia globale è senza precedenti, con gravi conseguenze per l’industria automobilistica. La maggior parte dei costruttori europei ha deciso chiusure temporanee degli impianti a causa del crollo della domanda, della carenza di approvvigionamento e delle misure governative e si trovano ad affrontare casi di infezioni di Coronavirus e quarantene tra i dipendenti”.

Huitema infine ha aggiunto: “Chiediamo azioni forti e coordinate a livello nazionale e dell’Unione Europea per fornire un sostegno immediato alla liquidità per le Case automobilistiche, i loro fornitori e i rivenditori”. Abbiamo visto proprio nelle scorse ore le lamentele delle concessionarie auto, che si trovano in un momento di aspra difficoltà. L’associazione dei concessionari Federauto, che rappresenta circa 1.100 imprese, 48.6 miliardi di euro di fatturato, 120.300 occupati fra diretti e indiretti, con un peso del fatturato sul PIL del 2.8%, ha richiesto una modifica del Decreto Cura Italia. Purtroppo infatti la situazione non è per niente positiva e si rischia un grande tracollo delle vendite entro la fine del 2020.

Federauto ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di alcune misure in grado di supportare le concessionarie nel periodo di blocco dell’attività. I punti di criticità si focalizzano sulla necessità di un sostegno normativo in grado di favorire il reperimento di liquidità per la sopravvivenza aziendale, tenendo presente che si tratta di aziende caratterizzate da un ciclo labour and capital intensive”.

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