Coronavirus, il mercato delle due ruote deve ripartire

Lettera al Governo da parte di Confindustria-Ancma per la riapertura immediata delle imprese di settore

Confindustria-Ancma lancia un appello indirizzato al Governo e a Vittorio Colao, manager che guida la task force per la ripartenza, chiudendo la riapertura immediata delle imprese del settore. Lo fa attraverso un comunicato ufficiale, pubblicato sul sito web dell’Associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori.

La richiesta è quella di far ripartire il settore delle due ruote in Italia nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus. La prima fase, infatti, ha segnato un crollo del mercato di settore, portando un danno economico rilevante al sistema industriale e alla rete di distribuzione.

Nella lettera rivolta al Governo italiano e al manager della task force Vittorio Colao, il presidente di Confindustria-Ancma, Paolo Magri, chiede “la riapertura immediata delle imprese di settore”, sottolineando come tutti gli associati siano “pronti a riprendere già oggi e a farlo con responsabilità, adottando in modo rigoroso i protocolli sanitari condivisi con le parti sociali, nell’interesse dei lavoratori e della tutela di un mercato contraddistinto da una forte stagionalità”.

“A differenza di altri settori – prosegue Magri – quello delle due ruote concentra infatti la gran parte delle vendite nel periodo tra aprile e luglio. Solo nel mese di marzo, con la chiusura dei concessionari, abbiamo subito una contrazione del 66% rispetto al’anno precedente e le previsioni su maggio sono molto negative: proprio per le caratteristiche del nostro mercato difficilmente potremmo recuperare una parte di questi volumi se si protrarranno le chiusure”.

Il Coronavirus ha avuto effetti negativi sul mercato automobilistico. In Italia, infatti, le vendite di automobili a marzo sono scese dell’85% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Tante le ripercussioni negative anche per quanto riguarda l’export e le vendite su mercati esteri attivi, dove le aziende italiane giocano un ruolo molto importante.

Il 18% della produzione europea di biciclette e quasi il 50% di quella di moto, infatti, avviene in Italia: si tratta di un’eccellenza del Bel Paese che vanta 320mila veicoli e 2,6 milioni di bici all’anno, a cui bisogna aggiungere le realtà industriali e artigianali della produzione di accessori, componenti e abbigliamenti tecnico. A causa del Coronavirus, anche la rete di vendita ha dovuto fare i conti con una forte flessione. A farne le spese sono state le piccole realtà imprenditoriali che adesso potrebbero ripartire, durante la fase 2, grazie a misure di vendite alternative.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

MOTORI Coronavirus, il mercato delle due ruote deve ripartire