Coronavirus, lockdown anche per tutte le colonnine di ricarica elettrica

Il COVID-19 ha bloccato i cantieri per la realizzazione di nuove aree di ricarica per auto elettriche in tutta Italia

La “lunga mano” del lockdown fa sentire i suoi effetti anche sul settore della mobilità elettrica. E non solo perché molti produttori stanno pensando di rivedere i piani di elettrificazione della loro linea. Il Coronavirus ha messo in stand-by anche decine di progetti e cantieri per la creazione di nuove stazioni e colonnine di ricarica lungo la rete autostradale del nostro Paese.

Lo stop a cantieri e lavori in genere decretato dai vari DPCM emanati dal 6 marzo in poi, infatti, ha costretto tutte le aziende che stavano realizzando nuove “piazzole di sosta” elettrificate a interrompere i lavori. Ciò ha causato un ulteriore rallentamento all’estensione della rete di infrastrutture “elettrificate”, necessarie a supportare lo sviluppo del settore delle auto elettriche (e dei veicoli elettrici in genere). Insomma, una situazione che potrebbe incidere ulteriormente sullo sviluppo di un segmento che, complice l’Ecobonus, aveva fatto segnare ottimi risultati nel corso del 2019.

Ma cosa è successo, esattamente, ai vari cantieri che, fino a qualche settimana fa erano attivi nel nostro Paese? Ionity, ad esempio, è stata costretta a mettere tutto in stand-by in attesa che sia possibile tornare a lavorare. La joint venture fondata da BMW, Daimler, Ford Motor Company e Volkswagen Group, che ha lo scopo di “fare concorrenza” alla rete Supercharger di Tesla, avrebbe dovuto completare nel corso dell’anno i cantieri di 6 aree di sosta elettrificate, ma al momento sono tutti bloccati. E dire che Ionity si avvicinava ormai all’inaugurazione: 3 dei cantieri attendono solamente il collegamento alla rete elettrica, mentre gli altri 3 sono quasi completati.

Situazione analoga per Autostrade per l’Italia. Il principale gestore della rete autostradale del nostro Paese, infatti, aveva annunciato a gennaio che nel corso del 2020 avrebbe installato colonnine da 350 kW nel 30% delle sue aree di servizio autostradali (circa 60 su 200 totali). I lavori, che avrebbero consentito di portare la ricarica veloce su gran parte delle autostrade più trafficate, sono stati però bloccati dall’emergenza COVID-19 ed è probabile che la società di Atlantia sia costretta a rivedere tempistiche ed esecuzione dell’intero piano.

E se Autostrade per l’Italia “piange”, di certo Anas non ride. Il gestore pubblico, infatti, aveva in programma di realizzare 41 aree di sosta con colonnine di ricarica fast e ultrafast, ma a oggi ne risultano completate solo 3 e gli altri cantieri sono forzatamente bloccati. Insomma, anche in questo caso si renderà probabilmente necessario una revisione del cronoprogramma iniziale.

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