Coronavirus, allarme sicurezza per la capienza dei mezzi pubblici

Assembramenti su autobus e metro, scatta l’emergenza per il settore dei trasporti pubblici

Il Coronavirus c’è e spaventa ancora, le regole per il distanziamento devono essere rispettate e è obbligatorio (oltre che necessario per la nostra sicurezza) portare la mascherina quando si è a contatto con altre persone.

Oggi purtroppo però scatta un nuovo allarme, quello legato al settore dei trasporti pubblici, in piena emergenza. Vediamo ogni giorno troppe immagini che raccontano una situazione disastrosa per quanto riguarda soprattutto gli autobus e la metro, assembramenti e resse sui mezzi. Gli enti locali si fanno sentire a gran voce, la capienza deve assolutamente essere ridotta. Le società di Tpl però si alzano al fronte opposto, e fanno notare quanto sia difficile gestire la situazione e soprattutto poi riuscire a garantire la sicurezza, lasciando oltretutto centinaia di migliaia di persone a piedi.

“La situazione è sicuramente critica”, queste sono le parole del premier Giuseppe Conte; sale tantissimo la preoccupazione, il settore dei trasporti pubblici è in continuo monitoraggio. Oggi pomeriggio si terrà la verifica, al tavolo convocato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli.

Si riuniranno tutte le associazioni che rappresentano le aziende del Trasporto Pubblico Locale, ci saranno anche i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, di Anci e di Upi. L’obiettivo è quello di fare un aggiornamento del monitoraggio periodico che viene fatto sul numero di passeggeri che usano i mezzi pubblici. Verranno oltretutto prese in considerazione e analizzate alcune situazioni problematiche che purtroppo in questi giorni sono state riportate dagli utenti sui social.

allarme assembramento mezzi pubblici

Fonte: ANSA

Emerge infatti una situazione drammatica, troppi gli assembramenti sui mezzi stessi e anche all’interno delle stazioni. Come abbiamo detto, gli enti locali chiedono di ridurre la capacità dei veicoli, anche secondo quanto consigliato dagli esperti per una maggior sicurezza, considerando che l’emergenza Covid-19 non è assolutamente terminata.

Il presidente dell’Anci Antonio De Caro (Fonte ANSA) ha spiegato che servono più mezzi e risorse: “Le aziende di trasporto non ce la fanno e l ‘unica possibilità è differenziare gli orari di ingresso e uscita delle scuole e tornare allo smart working com’era fino a qualche mese fa”. L’Ufficio studi dell’Asstra, l’associazione che riunisce le società di trasporto pubblici locale, spiega: “Risulterebbe difficile per gli operatori del Tpl continuare a conciliare il rispetto dei protocolli anti Covid-19 e garantire allo stesso tempo il diritto alla mobilità per diverse centinaia di migliaia di utenti ogni giorno, con il conseguente rischio di fenomeni di assembramento alle fermate e alle stazioni”.

Viene richiesta una capienza dei mezzi ridotta al 50%, ma lo studio spiega che in questo modo “ogni giorno si impedirebbe a circa 275.000 persone di beneficiare del servizio di trasporto sia per motivi di studio che di lavoro”, con ricadute negative in termini di traffico e di inquinamento. Sarebbero tanti poi gli utenti costretti a scegliere di muoversi con i propri mezzi, generando “da oltre 42.000 a oltre 250.000 spostamenti in auto in più ogni giorno solo nelle ore di punta mattutine”.

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