Caro benzina, aggiotaggio e speculazioni: l’accusa del Codacons

Speculazioni sui listini dei prezzi del carburante in Italia, pare che dietro l’aumento vertiginoso dei costi alla pompa non ci sia solo l’assenza del taglio accise

I prezzi della benzina e del diesel sono tornati a salire in Italia a partire dal 1° gennaio, come immaginavamo. Il Governo infatti non ha prorogato il taglio delle accise, misura che è stata in vigore per quasi tutto il 2022, per “mitigare” l’impennata dei prezzi del carburante alla pompa.

Pare purtroppo che dietro questi aumenti così importanti non ci siano sono le accise, che pesano parecchio, ma anche possibili speculazioni sui listini. È il Codacons a vagliare l’ipotesi di aggiotaggio (art. 501 Codice Penale: rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio) e ad annunciare un esposto alla Guardia di Finanza e alle Procure della Repubblica di tutta Italia. L’Associazione dei Consumatori infatti spinge i controlli, bisogna fare chiarezza sull’andamento dei prezzi alla pompa.

Il presidente Carlo Rienzi ha spiegato: “La benzina in modalità self ha già superato quota 1,8 al litro, mentre il gasolio in modalità servito ha sfondato la soglia dei 2 euro al litro. Tutto ciò mentre le quotazioni internazionali del petrolio sono in ribasso e non giustificano in alcun modo l’andamento dei prezzi alla pompa, al netto del rialzo delle accise”. C’è qualcosa che non torna.

L’esposto a Guarda di Finanza e Procure

I motivi sopra elencati sono alla base della decisione del Codacons di presentare l’esposto. La richiesta da parte dell’associazione che difende i consumatori è quella di “aprire un’indagine per la possibile fattispecie di aggiotaggio e di sequestrare le bolle di acquisto dei carburanti direttamente presso le società petrolifere, per verificare le motivazioni di tali aumenti alla pompa”.

Come il Codacons tiene a sottolineare, già solo per effetto dello stop al taglio delle accise (la misura infatti al momento non è stata prorogata da parte del Governo, scaduta lo scorso 31 dicembre) la spesa per i rifornimenti di carburante in Italia nel 2023 – come abbiamo già visto – aumenterà di circa 366 euro a famiglia. A questo bisogna anche aggiungere gli effetti indiretti sui listini dei prodotti trasportati e sulle tariffe dei moltissimi servizi, in termini di rincari.

L’allarme

Il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini dichiara: “La speculazione c’è!”. “Qualcuno fa il furbo”, ammette, e annuncia che riaprirà la discussione sulle accise con Giorgia Meloni.

Già dallo scorso dicembre il Mef ha dato mandato alla Guardia di Finanza di indagare sull’aumento dei prezzi del carburante.

Tante le associazioni che gridano “allarme”. Tra queste c’è la Coldiretti, che sottolinea che i rincari fanno sentire il loro effetto sull’88% delle merci. E anche UilTrasporti ammette: “Siamo in ginocchio”. I gestori si difendono e, secondo Bruno Bearzi, presidente nazionale della Figisc-Concommercio, non c’è speculazione, anzi, gli aumenti dipendono solo dallo stop al taglio delle accise. È vero anche che, tra circa 22.000 gestori, può esserci sicuramente qualcuno che fa il furbo, “ma non è con 4 centesimi che si fa speculazione”.

Il Codacons ha annunciato l’ipotesi di aggiotaggio e rilanciato con un esposto all’Antitrust per ipotesi di cartello tra le compagnie e boicottaggio dei distributori più costosi da parte degli automobilisti. I risultati dell’indagine della Guardia di Finanza dovrebbero essere resi noti settimana prossima. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto, in caso di conferma della speculazione, ha già parlato della volontà da parte del Governo di intervenire. Vedremo come, visto che ancora non è noto.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, spiega ancora: “Vogliamo capire se all’interno della filiera dei carburanti ci siano cartelli, accordi o altre strategie vietate dalla legge tese a far salire immotivatamente i listini di benzina e gasolio alla pompa. Al netto dell’aumento delle accise deciso dal Governo, l’incremento dei prezzi sembra non rispondere all’andamento delle quotazioni petrolifere. […] Chiediamo al Governo di estendere gli ambiti di applicazione della legge 231 del 2005 che vieta gli aumenti eccessivi dei prezzi al dettaglio nel settore agroalimentare”.

E infine Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, dichiara: “Chiediamo a Giorgia Meloni di convocare subito un tavolo emergenziale sui carburanti convocando le associazioni dei consumatori, le società petrolifere, i gestori e tutte le parti coinvolte”.