Carburanti sintetici: un report li mette in discussione

Transport&Environment ha condotto un’indagine sull’utilizzo della benzina sintetica e-fuel al posto di quella normale: cosa emerge

La benzina sintetica è nota anche come e-fuel ed è quella tipologia di carburante su cui oggi confidano e mettono le loro speranze i costruttori di veicoli e l’indotto che produce elementi e componenti dei motori a combustione interna.

I carburanti sintetici potrebbe salvare ‘in corner’ le vetture alimentate a diesel e benzina, che dal 2035 non dovrebbero più essere prodotte, secondo le direttive UE. Dall’analisi condotta da Transport&Environment pare però che questa tipologia di carburanti sintetici potrebbe non essere davvero vantaggiosa come pensiamo, sia in ambito di costi che di emissioni inquinanti. I modelli di auto mossi grazie al carburante sintetico emettono infatti una quantità di ossidi di azoto (NOx) pari a quella dei motori a combustibili fossili, lo dimostrano i più recenti test sulle emissioni.

I nuovi combustibili, simili alla benzina e al diesel e anche costosi da produrre, sono stati ‘pubblicizzati’ dall’industria dei combustibili fossili e dai fornitori di componenti per auto come l’unica soluzione utile per prolungare la vita del motore a combustione interna oltre gli obiettivi di emissioni zero e le regole ferree sulle emissioni decise dall’Unione Europea. Transport&Environment sostiene che i test confermano che l’uso di carburanti sintetici nelle auto farà ben poco per alleviare i problemi di qualità dell’aria nelle nostre città.

Secondo i test dell’organizzazione di ricerca IFP Energies Nouvelles per T&E, un’auto alimentata a benzina emette livelli di NOx tossici uguali a quelli della benzina standard e molto più monossido di carbonio e ammoniaca. Nelle prove sono state messe e confronto tre differenti miscele di e-fuel con la benzina standard E10.

Quando viene bruciata, la benzina sintetica provoca quasi tre volte più monossido di carbonio, in grado di privare cervello e cuore di ossigeno, rispetto alla benzina standard. I rischi per la salute includono asma, malattie cardiache e cancro. Julia Poliscanova, senior director per i veicoli e l’e-mobility di T&E, ha dichiarato: “Finché il carburante viene bruciato nei motori, l’aria tossica persisterà nelle nostre città. I legislatori che lasciano scappatoie per gli e-carburanti negli obiettivi di emissione stanno condannando il pubblico a decenni in più di inquinamento atmosferico evitabile”.

Le proposte dell’industria sui carburanti sintetici oltretutto aumenteranno i costi per i conducenti, come mostra la ricerca T&E. L’analisi rileva che far funzionare un’auto con e-fuel per 5 anni costerà a un guidatore 10.000 euro circa in più rispetto a un’auto elettrica o tradizionale. “Alimentare solo il 10% delle nuove auto con e-fuel invece di elettrificarle richiederà il 23% in più di produzione di elettricità rinnovabile in Europa, secondo uno studio indipendente. Ciò li rende inadatti a decarbonizzare la flotta esistente”, è quanto afferma T&E.

Nonostante molta pubblicità, oggi non c’è benzina sintetica in vendita. Per eseguire questi test, IFP Energies Nouvelles ha dovuto produrne circa 100 litri. La produzione commerciale è risultata anche molto meno efficiente. I combustibili sintetici dovrebbero invece essere prioritari per gli aerei, la maggior parte dei quali non può utilizzare le batterie per decarbonizzare e che oggi bruciano combustibili fossili che influiscono molto sull’inquinamento atmosferico.

Julia Poliscanova ha dichiarato: “Gli e-fuels hanno perso la gara dei migliori combustibili per ripulire le auto, ma in verità non sono mai state nemmeno lontanamente vicine alla vittoria. Le auto elettriche a batteria offrono ai conducenti il ​​modo più pulito, efficiente ed economico per decarbonizzare”.

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