Crollano le vendite di auto: i vecchi diesel finiscono in Bulgaria

L’anno 2019 si è aperto con una rilevante flessione del mercato delle auto che – secondo quanto diffuso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – con 164.864 unità vendute esprime un calo del 7,6% rispetto alle 178.326 del gennaio 2018,

Guardando alle prospettive di medio termine, considerando che gli effetti del bonus-malus non sono ad oggi prevedibili – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – secondo le ultime stime del nostro Centro Studi e Statistiche, elaborate incrociando i driver economici e settoriali in uno scenario macroeconomico rivisto al ribasso, il deciso rallentamento della domanda interna peserà anche sugli acquisti di autovetture ed il mercato nel 2019 proseguirà su un trend di ridimensionamento, come anticipato ed in linea con quanto osservato nel 2018”.

L’anno – prosegue Crisci – dovrebbe chiudersi in ulteriore flessione dell’1,1% a 1.888.500 unità, oltre 21.000 in meno delle 1.910.000 del 2018. Il contesto economico in peggioramento contrasterà con lo stimolo che negli auspici del Governo dovrebbe venire dal bonus previsto per le vetture fino a 70 g/km di CO2. L’effetto del bonus-malus dovrebbe essere più di sostituzione che di vendite aggiuntive, data la crescente incertezza generale e considerati gli effetti negativi, anche psicologici, su tutti i potenziali clienti di vetture a più alti consumi. Gli impatti sul mercato comunque saranno tutti da verificare”.

Il quadro delineato dalle vendite nel mese di gennaio, conferma l’urgenza di un rinnovo accelerato del parco circolante, ma le norme attualmente non sembrano tenerne conto, vista anche l’esclusione delle vetture più anziane, rispondenti alla Direttiva Euro 0, dalla possibilità di rottamazione per usufruire del bonus.

I dati, inoltre, continuano a confermare il drastico calo del diesel, che perde quasi un terzo dei volumi nel mese di gennaio, e lo spostamento verso altre motorizzazioni, per i noti attacchi e demonizzazioni nei confronti di questa alimentazione.

In particolare, alcune delle vetture diesel immatricolate in Italia sembrano trovare nuovi canali di destinazione e l’analisi delle esportazioni per Paese di destinazione conferma come la Bulgaria sia diventato il primo Paese come canale di sbocco delle vetture provenienti dall’Italia, con oltre 100.000 unità nei primi 9 mesi del 2018, il 30% del totale delle nostre esportazioni e in aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo 2017, come emerge dalla tabella sottostante. In tale Paese, infatti, è molto fiorente il mercato dell’usato, in particolare di autovetture diesel.

Nella scomposizione delle vendite per motorizzazione, il diesel in gennaio evidenzia una flessione del 31,4% con oltre 30.000 vetture in meno immatricolate, scendendo al 41,1% di quota di mercato, oltre 14 punti in meno del gennaio 2018.

Il tutto a vantaggio della benzina che diventa la motorizzazione più rappresentativa del mercato, raggiungendo il 45,1% del totale (+12,6 p.p.), incrementando i volumi del 27,8%. Anche le vetture ibride crescono del 17,8%, confrontandosi comunque con il +51% del gennaio 2018 e salendo al 5,1% del totale mercato (+1,1 p.p.), caratterizzate in parte da una fase di attesa dei clienti privati in vista dell’introduzione del bonus per le vetture fino a 70 g/km di CO2 a partire dal 1° marzo prossimo, mentre risultano sempre dinamici gli acquisti di noleggio e società.

Un certo rallentamento delle vendite sta interessando anche le vetture elettriche che segnano una crescita contenuta al +9,3% (allo 0,2% di quota), le principali beneficiarie del bonus. Il Gpl in gennaio segna una crescita dell’8,2%, salendo al 7,3% di quota, mentre il metano perde quasi la metà delle vendite, scendendo all’1% del mercato totale.

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