Bollo auto, stop alla proroga

La proroga concessa a chi doveva pagare il bollo auto ad agosto scade oggi, da domani scattano le sanzioni

Avevamo visto il mese scorso che era stata attivata un’ulteriore proroga per gli automobilisti che avevano il bollo auto in scadenza il 31 agosto 2021. Alcune regioni avevano deciso di concedere un ulteriore rinvio dei pagamenti, sempre per andare incontro a chi è in difficoltà a causa della pandemia di Covid, fino al 30 settembre.

Scade oggi quindi il ‘periodo di tolleranza’ entro il quale tutti dovrebbero mettersi in regola con il versamento della tassa di possesso, da domani 1° ottobre scattano interessi di mora e sanzioni, che aumentano con il crescere del ritardo.

Come abbiamo detto, la proroga per il pagamento del bollo auto era stata posticipata al 30 settembre in occasione dell’emergenza Covid. Come prevede la legge in materia, tutti i versamenti relativi al bollo auto che verranno effettuati dopo il 30 settembre subiranno l’applicazione automatica della sanzione prevista e degli interessi moratori, che vengono calcolati basandosi su quella che era la scadenza originaria della tassa di possesso del veicolo non versata nella data prevista dal regolamento regionale.

Che cosa succede a chi paga in ritardo? I versamenti di questo particolare tributo, regolamentato e incassato dalle regioni (e non dallo Stato) seguono delle scadenze che sono prefissate in base alla tipologia di veicolo, all’immatricolazione o agli eventuali passaggi di proprietà effettuati. Chi doveva pagare il bollo auto ad agosto e verserà in ritardo la somma nonostante la proroga al 30 settembre, subirà i provvedimenti, che scatteranno già a partire da domani 1° di ottobre; all’importo originario vengono aggiunti anche interessi di mora e sanzioni. In particolare, con un ritardo fino a 14 giorni dal termine ultimo, la sanzione è pari allo 0,1% del bollo. Nel caso di un ritardo superiore ai 90 giorni, la sanzione è pari al 3,75%.

Se un contribuente non paga? Allora una volta passati tre anni, l’Agenzia delle Entrate gli invia il primo avviso di pagamento. Se la questione non si risolve, allora si è soggetti alla riscossione coattiva, con il rischio di fermo amministrativo del veicolo e pignoramento del conto corrente. È possibile subire anche la cancellazione d’ufficio del mezzo dagli archivi del PRA (questo significa dover fare una nuova immatricolazione, ovviamente dopo aver saldato il debito).

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