Bollo auto: clamorosa sentenza della Corte Costituzionale

Una storica sentenza sulla competenza per decidere dell’esenzione bollo  auto è stata emessa dalla Corte Costituzionale, la quale ha affidato totalmente alle Regioni la discrezionalità in materia, purché nei limiti del massimale imposto dalle norme statali.

La sentenza di cui parliamo è la n. 122 del 20 maggio 2019 con cui i giudici costituzionali hanno stabilito che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.

Pertanto, per sviluppare un’autonoma politica fiscale in funzione di specifiche esigenze, le Regioni possono introdurre esenzioni anche se non previste dal legislatore statale.

L’unico limite all’autonomia regionale in tema di bollo auto è quello di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.

Il vicepremier Luigi Di Maio ha accolto la decisione definendola: ”Una buona notizia perché il bollo auto è una tassa ingiusta. Se compri la macchina, la macchina è tua”.

Negli ultimi quattro anni (fonte dati UECOOOP) le imposte sull’auto sono aumentate in media di 200 milioni di euro all’anno. Senza contare il costo del carburante, che in Italia è tra i più cari in assoluto.

Una stangata insomma per le famiglie italiane e le imprese, con una spesa che è arrivata a 6,7 miliardi di euro, con un aumento del 17,7% in cinque anni. La decisione della Corte Costituzionale potrebbe quindi portare a una diminuzione del bollo auto, dopo il suo aumento record.

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