Benzina: nuova decisione sulle accise

Il Governo è tornato a intervenire sulla situazione dei rincari al prezzo del carburante in Italia; vediamo quali sono le novità previste per il 2023

Nuovo decreto volto a contenere il prezzo del carburante in Italia. Come sappiamo infatti, dal 1° gennaio (allo scadere del taglio delle accise, lo scorso 31 dicembre) la benzina e il diesel sono tornati a salire, gli italiani sono stremati dai continui rincari.

Nel nuovo decreto di parla del ritorno dell’accisa mobile – che verrà rivista e corretta – ma anche dell’importanza della trasparenza sui prezzi del carburante, tutti i benzinai infatti avranno da oggi l’obbligo di esporre, oltre al prezzo praticato, anche quello medio misurato dal Ministero delle Imprese, pena la sanzione.

Inoltre, come abbiamo già visto nei giorni scorsi, è stato anche reintrodotto il bonus benzina da 200 euro, valido sino alla fine dell’anno. Altra misura per il 2023? Il Governo mira a incentivare gli spostamenti alternativi all’auto, e per questo motivi rilancia il bonus trasporti da 60 euro per i redditi più bassi.

Trasparenza dei gestori e accisa mobile

Tra le novità per questo 2023 ci sarà la pubblicazione del prezzo medio dei carburanti su base regionale direttamente sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il decreto del Mimit definirà quali dovranno essere le tempistiche della comunicazione, le modalità e la frequenza. Le regole dovranno essere adottate “entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto”, dopodiché i benzinai avranno altri 15 giorni per adeguare i cartelloni presso la loro stazione di servizio.

Tutti i gestori degli impianti di carburante avranno quindi l’obbligo di comunicare i prezzi propri, ma di esporre anche quelli che sono i prezzi medi calcolati dal Ministero, per la massima trasparenza verso l’utente. Chi non rispetta questa regola potrà essere punito con una multa salata, che va da un minimo di 500 euro a un massimo di 6.000. “Dopo la terza violazione può essere disposta la sospensione dell’attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a 90 giorni”.

È la Guardia di Finanza a occuparsi dell’accertamento, il Prefetto invece dell’irrogazione delle sanzioni.

Si ritorna alla cosiddetta “accisa mobile”, che era stata introdotta con la Finanziaria del 2008. Una nuova misura volta a contenere gli aumenti eccessivi dei prezzi della benzina. Il taglio delle accise “può essere adottato se il prezzo aumenta, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell’ultimo Def”.

Nuovi bonus

Come abbiamo già visto nei giorni scorsi, ritorna il bonus benzina da 200 euro per i lavoratori dipendenti, erogato dai datori di lavoro a propria discrezione. L’incentivo non concorre alla formazione del reddito dei lavoratori. Si tratta di una misura annuale, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023.

Altro bonus previsto è quello per i mezzi pubblici, pensato per pagare l’abbonamento per il trasporto pubblico locale e ferroviario. Il valore del buono è di 60 euro, destinato solo alle persone con reddito inferiori a 20.000 euro (tetto abbassati rispetto ai 35.000 euro precedenti).

E infine, tra le varie misure volte a contenere le conseguenze negative dell’aumento dei prezzi del carburante, c’è n’è un’altra. Una specifica Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi affiancherà il Garante per la sorveglianza dei prezzi. La commissione potrà essere convocata “per coordinare l’attivazione degli strumenti di monitoraggio necessari all’individuazione delle ragioni dell’anomala dinamica dei prezzi sulla filiera di mercato”, come leggiamo sull’ANSA.