Batterie agli ioni di alluminio: ricarica dieci volte più veloce

Una nuova chimica di batteria che promette risultati molto più alti rispetto agli standard

La nuova tecnologia di batterie scoperta utilizza gli ioni di alluminio invece degli ioni di litio. Al momento c’è da chiedersi se sarà un vero importante passo avanti per quanto riguarda il settore elettrico, le nuove rivoluzionarie celle batteria oggi arrivano dall’Australia.

A rilanciare questa novità è la Graphene Manufacturing Group (GMG) che parla di “risultati entusiasmanti dei test sulle prestazioni” di questa nuova chimica di batteria agli ioni di alluminio. Si potrebbero riuscire a velocizzare i tempi di ricarica di addirittura 10 volte rispetto alle batterie attuali agli ioni di litio; oltretutto si tratta di batterie che potrebbero anche durare molto di più nel tempo e che non hanno bisogno di raffreddamento.

L’Australian Institute for Bioengineering and Nanotechnology presso l’Università del Queensland ha condotto dei testi ed esperimenti in cui i prototipi della nuova batteria hanno confermato questi risultati. Le nuove batterie potrebbero garantire meno autonomia per ogni ricarica, ma sicuramente una minor perdita di tempo alla colonnina.

Queste nuove batterie agli ioni di alluminio potrebbero in realtà essere molto interessanti anche sotto altri aspetti, come ad esempio il degrado quasi nullo. Sono infatti state testate su 2.000 cicli di carica e scarica e non hanno presentato praticamente nessun segno di degrado. Ne beneficia anche la sicurezza, visto che non hanno la tendenza al surriscaldamento e potrebbero anche prestarsi meglio al recupero e al riciclo delle materie prime.

Ottime anche per quanto riguarda il pericolo di incendi, visto che l’AD di GMG, Craig Nicol, ha dichiarato: “Finora non ci sono problemi di temperatura”. Oltretutto, secondo lo stesso amministratore delegato: “Il 20% di un pacco batteria agli ioni di litio ha a che fare con il raffreddamento. C’è un’alta probabilità che nelle batterie agli ioni di alluminio non avremo bisogno di raffreddamento o riscaldamento. Non si surriscaldano e funzionano bene sotto zero. E i circuiti per il raffreddamento o il riscaldamento attualmente rappresentano circa 80 kg in un pacco da 100 kWh”.

Per quanto riguarda i costi, un componente assolutamente necessario in queste nuove batterie GMG è il grafene poroso, che l’azienda dice di poter produrre a basso costo, anche se non ha svelato alcun dettaglio (da quel che si sa, il grafene è un materiale prezioso). GMG passerà dal prototipo ad una piccola serie di batterie entro la fine dell’anno, consegnerà i prodotti ai potenziali clienti per i test di utilizzo. Per la produzione su scala industriale probabilmente si dovrà attendere qualche anno.

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