Autoscuole in subbuglio per l’Iva, il nuovo provvedimento

La vicenda dell’Iva che ha colpito le autoscuole italiane in questi giorni potrebbe arrivare ad una conclusione

All’inizio del mese abbiamo parlato della possibile introduzione dell’Iva sui prezzi delle lezioni delle autoscuole italiane.

La questione aveva allarmato tutti, soprattutto perché c’era un fattore che più preoccupava, ovvero la retroattività del provvedimento nelle annualità fiscali aperte, di preciso le ultime 5. Le patenti conseguite dal 2014 al 2018 (in tutto 3.8 milioni) non erano sottoposte a regime Iva e quindi praticamente tutte le autoscuole, che oggi non riuscirebbero ad andare a imporre tasse ai loro ‘ex allievi’, sembra che dovrebbero provvedere in altro modo. Nello scenario peggiore purtroppo dovrebbero pagare loro tutti gli arretrati, altrimenti chiederli ai loro ‘ex alunni’, la cosa pare assurda.

Una recente sentenza della Corte di Giustizia UE, in particolare si tratta di quella del 14 marzo 2019 nella causa C-449/17, aveva messo fine all’esenzione dell’imposta per le lezioni teoriche e pratiche, che in realtà prima erano considerate uguali a quelle scolastiche e universitarie, esenti in quanto di natura didattica.

L’Agenzia delle Entrate lo scorso 2 settembre ha comunicato che le scuole guida inoltre devono versare l’imposta dovuta per gli ultimi cinque anni o recuperare l’eventuale eccedenza a credito, come abbiamo detto, scatenando ovviamente l’ira dei titolari che si troverebbero costretti a recuperare l’imposta dai clienti, chissà come poi. Per costi complessivi di almeno 110.000 euro per ogni autoscuola, secondo quanto stimato dall’Unasca, associazione di categoria.

Ecco perché, come abbiamo visto, lo scorso 18 settembre le scuole guida hanno proclamato lo sciopero che ha fatto saltare ben la metà di tutti gli esami di guida previsti in giornata. Oggi sembra accendersi una speranza per le scuole guida italiane, il Vice Ministro dell’Economia e Senatore Antonio Misiani ha infatti dichiarato tramite i suoi canali social: “La situazione paradossale che si è creata sulle scuole guida deriva da una sentenza di marzo 2019 della Corte di giustizia Ue, che ha stabilito che questi servizi non possono essere Iva esenti. Sul futuro vale la sentenza comunitaria. Sul passato […] vogliamo evitare che le scuole guida debbano chiedere ai clienti degli ultimi 5 anni di versare l’Iva, imposta che all’epoca non era dovuta. Lo faremo con una norma che inseriremo nel primo provvedimento utile”. Si spera quindi che la situazione possa cambiare e che la norma non sarà retroattiva.

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