Autoscuole e Iva arretrata, la battaglia per la cancellazione continua

La Commissione Europea sembra dare ragione alle autoscuole, l’Iva sulle patenti deve essere cancellata

La battaglia contro la decisione di applicare l’Iva sui prezzi delle autoscuole continua e pare proprio che la Commissione Europea appoggi le scuole guida. All’inizio del mese scorso abbiamo affrontato questa tematica dopo la decisione che ha portato a pesanti rincari sui prezzi della patente.

La novità è che le lezioni delle autoscuole non dovrebbero essere più soggette al regime di esenzione Iva e quindi, ovviamente, andrebbero a costare il 22% in più rispetto a prima, a causa dell’aggiunta dell’importo da versare allo Stato. È stata l’Agenzia delle Entrate a annunciare la notizia, ricordando che la Corte di Giustizia ha deciso che le lezioni impartite da qualsiasi scuola guida in Italia oggi dovrebbero essere soggette all’Iva. La ragione sta nel fatto che non possono essere ritenute di ambito scolastico e per questo l’esenzione di cui avevano beneficiato fino a poco fa è saltata.

Sono chiaramente iniziate le polemiche e le proteste. Le autoscuole di Confarca sono sul piede di guerra e hanno anche organizzato un grande sciopero, di cui abbiamo parlato. La novità oggi è che “la Commissione Europea è a conoscenza del problema Iva patenti in Italia, ha una sua proposta di riforma delle norme in materia di Iva che non include le lezioni di scuola guida tra i beni soggetti ad aliquota Iva, riconosce la piena libertà per gli Stati membri di organizzare la formazione alla guida’”, questa la risposta che mercoledì scorso il Commissario uscente agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha dato a un’interpellanza dall’europarlamentare Mara Bizzotto, sembra certo quindi che dia ragione alle autoscuole.

Emilio Patella, segretario nazionale Autoscuole Unasca, ha dichiarato: “Questi elementi aprono la strada a una profonda revisione della Risoluzione 79/E dell’Agenzia delle Entrate del 2 settembre scorso, con la quale si è introdotta l’aliquota l’Iva al 22% sulle prestazioni didattiche delle autoscuole. Questo perché le parole di Moscovici confermano quanto espresso e rappresentato dalle associazioni di categoria ai ministri Roberto Gualtieri e Paola De Micheli, e a tutte le forze politiche, nelle scorse settimane. L’organizzazione della formazione e l’assoggettabilità all’Iva dipendono da decisioni nazionali, e il legislatore italiano ha da molti anni attribuito alle autoscuole un ruolo professionale specifico nel percorso formativo alla guida, nella diffusione dell’educazione stradale e della sicurezza stradale”.

La speranza è quindi che grazie al pronunciamento di Moscovici, e quindi della Commissione Europea, finalmente le cose cambino e quindi il legislatore italiano possa dare immediatamente una risposta e cancellare l’Iva, tornando al regime di esenzione. La battaglia contro questo provvedimento comunque continua senza sosta e grazie a queste ultime parole di Moscovici Unasca si oppone con maggior forza all’Agenzia delle Entrate.

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