Auto elettriche: clienti frenati dal prezzo

Secondo diversi analisti statunitensi, le auto a benzina sono ancora più convenienti di quelle elettriche

Il futuro del mondo automobilistico è elettrico. Un futuro, però, tutt’altro che immediato. Almeno apparentemente. Al momento, infatti, gli ostacoli alla diffusione di massa delle auto full-electric sono molteplici, e non tutti sembrano possano essere superati nel giro di pochi mesi o qualche anno.

Per questo, nonostante gli incentivi statali presenti in diversi Paesi in tutto il mondo, la percentuale di veicoli elettrici resta bassa. Ne sa qualcosa Joe Biden. Il Presidente degli Stati Uniti lo scorso agosto ha firmato un ordine esecutivo per far sì che il 50% dei nuovi veicoli venduti entro il 2030 sia a 0 emissioni locali.

Un piano che gode del pieno supporto di alcuni dei maggiori produttori automobilistici al mondo (tra questi, anche il gruppo Stellantis) e finanziato con 100 miliardi di dollari di incentivi fiscali per l’acquisto di auto a trazione completamente elettrica o plug-in hybrid. Nonostante i fondi a disposizione (e le decisioni dei singoli di mettere al bando le auto a benzina e diesel), le vendite di auto alimentate a batteria stentano a crescere.

Il motivo, secondo diversi analisti del settore, sta nel prezzo ancora troppo elevato delle auto elettriche. Listini alla mano, infatti, la differenza di prezzi tra una vettura alimentata a batterie e una vettura “analoga” alimentata a benzina o diesel supera di gran lunga gli sgravi fiscali garantiti dal Governo federale statunitense.

Una Chevrolet Bolt, ad esempio, parte da un minimo di 31 mila dollari per la versione più economica: circa 10 mila dollari in più rispetto a un veicolo a benzina paragonabile per dimensioni e caratteristiche tecniche. Un divario che gli incentivi da 7.500 dollari non riescono a chiudere completamente. Il “colpevole”, sostengono le case automobilistiche, è del battery pack: i costi di produzione sono ancora troppo elevati e saranno necessari alcuni anni (e magari qualche novità tecnologica) prima di arrivare a un punto di svolta.

A questo si unisce poi un problema infrastrutturale: negli Stati Uniti (così come in Europa e in Italia d’altronde) non ci sono ancora sufficienti colonnine di ricarica per far sì che tutti possano far “rifornimento” senza attendere ore e ore in fila. Secondo uno studio del Massachusetts Institute of Technology, negli USA servirebbero mezzo milione di colonnine, mentre ora ce ne sono “appena” poco più di 100 mila. Per questo, molti automobilisti sono ancora propensi ad acquistare un’auto con motore endotermico, nonostante siano coscenti che tra qualche anno non potranno più accedere con i loro veicoli all’interno delle grandi città.

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