Assicurazione Rc Auto cambia tutto: serve una riforma

Si richiede di superare il meccanismo che regola l’accesso alle classi di merito in ambito di Rc Auto

La richiesta arriva da Ania e Ivass, che vorrebbero cambiare le regole che consentono di accedere alle differenti classi di merito per quanto riguarda l’assicurazione auto. Serve quindi una vera e propria riforma del settore RCA.

Pare infatti che gli esperti del comparto ormai considerino praticamente antiquata e obsoleta tutta la regolamentazione che si utilizza ancora oggi e che è stata introdotta per la prima volta nel 2007, ormai quasi 15 anni fa. Al momento il Parlamento ha preso in esame la proposta di legge del Movimento 5 Stelle, ma si vorrebbe introdurre anche una stretta ‘antievasione’.

Quello che si chiede in primo luogo è di variare il meccanismo bonus-malus, che addirittura potrebbe anche sparire nella formula in cui siamo abituati a considerarlo oggi. Chiaramente non si tratta di una riforma immediata, innanzitutto ci vuole del tempo per apportare dei cambiamenti importanti ad un settore comunque ‘delicato’, oltretutto c’è da dire che ovviamente oggi le tematiche legate all’Rc Auto non sono di certo considerate una priorità, vista l’epoca in cui stiamo vivendo. È pur sempre necessario cambiare il meccanismo che regola l’accesso alle varie classi di merito, la richiesta proviene sia dalla vigilanza dell’Ivass che dalle stesse compagnie.

Il Parlamento sta comunque considerando la questione; Riccardo Cesari, consigliere dell’Ivass, ha spiegato: “La riforma del bonus-malus, a nostro avviso non è più procrastinabile. Oggi si basa su un unico indicatore, il numero di sinistri, ma dobbiamo passare quanto prima ad un sistema multidimensionale che renda effettiva la misurazione del rischio. Oggi è assolutamente priva di capacità informative”. È questo il motivo per cui si chiede una riforma abbastanza ‘urgente’.

E non è tutto, secondo gli esperti di settore si dovrebbe rivedere anche la ‘Card’, la convenzione a risarcimento diretto, eliminando quelli che vengono definiti “i comportamenti opportunistici” tra compagnie e riformando il sistema forfait, anche questo considerato ormai obsoleto, come ha osservato ancora Cesari.

Anche per l’Ania il bonus-malus che conosciamo deve cambiare, secondo il presidente Bianca Maria Farina infatti: “Il sistema attuale non è più efficace nel distinguere i clienti secondo la propria effettiva rischiosità e non svolge quindi più la propria funzione educativa e premiante dei comportamenti virtuosi”. C’è un dato importante da considerare: con la legge Bersani si è dato il permesso di accedere alla classe di merito dell’automobilista più virtuoso all’interno della stessa famiglia, lo sappiamo bene, e così il numero di assicurati in prima classe di bonus-malus, che prima era meno del 50%, nel 2019 è diventato invece l’84%.

Bisogna invece tornare a individuare e premiare chi causa meno incidenti. Tra le varie questioni di questa ‘riforma dell’Rc Auto’ c’è anche la voglia di ‘combattere’ maggiormente contro l’evasione. Ci sono circa 2,6 milioni di veicoli che circolano senza assicurazione. La proposta mira all’identificazione dei mezzi non assicurati incrociando le banche dati dell’Ania sui veicoli assicurati con quella della Motorizzazione sui veicoli immatricolati. Si potrebbe passare poi al coinvolgimento dei Comuni, per verificare se le auto sono ferme in garage o in circolazione. Ivass e Ania propongono di usare strumenti omologati per il controllo del territorio, come Tutor, Telepass, Autovelox, ZTL.

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