Un’area ogni 30 km di autostrada per ricaricare le auto elettriche

Smart Road è il più grande progetto di strada intelligente e sta riscuotendo interesse in tutto il mondo

Torniamo a parlare di Smart Road, come abbiamo già fatto nei giorni scorsi, perché il progetto sta ottenendo grande interesse.

Ad oggi si tratta dell’unico programma in grado di portare la rete stradale nel mondo della digitalizzazione del futuro. È da anni che si parla della valorizzazione dell’asset delle infrastrutture italiane e del modo in cui poter apportare delle modifiche e delle innovazioni vincenti, senza doverne costruire di nuove, ma aggiungendo qualcosa in grado di sviluppare la connettività diffusa in movimento.

È per questo motivo che è nato Smart Road, il progetto che ha come obiettivo, tra i tanti, anche l’inserimento dei droni, degli elementi del tutto innovativi che permetteranno di ispezionare le nostre strade. Così le infrastrutture di Anas sono state suddivise in moduli di 30 km ciascuno, al centro dei quali viene inserita una Green Island in grado di fornire differenti funzioni, come un hangar per i droni, la ricarica delle auto elettriche e i datacenter.

I droni sono molto utili, non si parla di un’evoluzione del futuro, bensì di lavori che sono già iniziati e che saranno molto efficaci sin da subito, sia per le situazioni d’emergenza che per quelle ordinarie. Le 1800 gallerie e i 17.000 ponti e viadotti di Anas necessitano di continui controlli, manutenzione e monitoraggio e gli apparecchi volanti possono sicuramente aiutare nel conseguimento di questi obiettivi, andando a superare anche i problemi di inaccessibilità da terra.

I droni saranno utilizzati anche come mezzi per il trasporto di defibrillatori, interventi, medicinali e soccorsi in generale. Oltre ad essere utilissimi come dispositivi per la sorveglianza continua, insomma dei sistemi che ad oggi ormai sono ritenuti indispensabili da installare.

Ingenti gli investimenti nel settore, la Commissione Europea ha stanziato circa 30 miliardi di euro fino al 2020 per le infrastrutture, 6.5 sono per l’Italia e il fine è quello di destinare i finanziamenti dei gestori delle strade agli standard minimi tecnologici. In questo modo si può quindi realizzare una rete più connessa e sicura, con vari sistemi innovativi che saranno in grado anche di dialogare direttamente con gli utenti a bordo dei veicoli e fornire le informazioni in tempo reale sul traffico, sulle condizioni meteo, su eventuali incidenti e problemi alla viabilità e addirittura anche notizie turistiche.

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