Alfa Romeo: Marchionne fa slittare il piano del rilancio. Che accadrà?

Marchionne ha annunciato lo slittamento del piano di rilancio della casa di Arese

Il rilancio è dell’Alfa Romeo è rimandato: Sergio Marchionne ha fatto il punto della situazione sul futuro sul futuro del Biscione nella conference call FCA di inizio anno con gli analisti, spiegando come a causa ‘dell’incertezza della Cina e per garantire una distribuzione adeguata del brand nel mondo’, il piano di produzione dei nuovi modelli della casa di Arese è stato posticipato, e si concluderà nel 2020 anziché nel 2018, come inizialmente stabilito.

La notizia in sé non è un fulmine a ciel sereno. Già sul finire del 2015 erano circolate voci insistenti di uno spostamento del piano di produzione che nell’ottica di Marchionne era decisivo per il rilancio commerciale dell’Alfa Romeo, specialmente negli Stati Uniti. Sempre secondo queste indiscrezioni, a far scattare il posticipo generale era stato quello della Giulia, la nuova berlina del Biscione: sembrava infatti che ad Arese si volessero rifinire alcuni aspetti riguardanti – sempre secondo voci – ‘sicurezza’ ed ‘esperienza di guida’ prima di commercializzare l’intera gamma.

Nella conference call di Marchionne è invece arrivata una spiegazione più strutturale, legata da una parte al mercato cinese e dall’altra ad una riorganizzazione della distribuzione. Fatto sta che la nuova Giulia entrerà in produzione nel primo trimestre di quest’anno e arriverà nelle concessionarie entro la fine del 2016 (al momento si può prenotare solo la versione Quadrifoglio) mentre il SUV medio, primo modello del genere dell’Alfa e ispirato sempre alla Giulia, potrebbe essere presentato a fine anno e arrivare sul mercato a inizio 29017. Tra il 2017 e il 2020, arriveranno poi almeno altri sei modelli: una berlina grande, altri due Suv, due sportive coupé o cabrio e una hatchback, con quest’ultima che dovrebbe raccogliere il testimone della Giulietta.

Detto che la decisione sembra ‘obbligata’ da circostanze anche esterne, resta da capire quanto influirà sul rilancio effettivo dell’Alfa, visto che il piano e le sue tempestiche erano ritenute decisive da Sergio Marchionne per il futuro della casa di Arese. Più che altro, il posticipo potrebbe essere anche un modo per ridurre gli investimenti almeno fino al 2018, un’eventualità non proprio esaltante in ottica futura. Troppi modelli sono stati posticipati, con l’effetto di fare ‘ invecchiare’ troppo quelli attualmente sul mercato. Così c’è già chi parla di un’Alfa ridotta come la Lancia ad avere una gamma ‘scarna’ (per la Lancia c’è solo la Ypsilon) e chi comincia ad avanzare ipotesi di ‘dismissione’ della FCA e futura cessione del Biscione all’estero, con Volkswagen in prima fila per assicurarselo, per un futuro in ‘stile Ducati’.

Passando agli altri brand della FCA, grande attesa per il primo suv della Maserati, il Levante, che dovrebbe far crescere notevolmente volumi e guadagni del Tridente. Il nuovo suv si appoggerà alla rete di distrubuzione dell’Alfa Romeo e in questo senso dovrebbe avvantaggiarsi del sopracitato ampiamento dei concessionari del Biscione.

Novità importanti anche per i marchi Jeep, rivisto al rialzo da 1.9 a 2 milioni di veicoli, e Fiat Chrysler, complice l’elettrificazione della gamma con l’ibrido plug già visto sulla Chrysler Pacifica e con il nuovo impianto da 48V in arrivo nel 2018. Gli obbiettivi sono stati così portati a 136 miliardi di euro per i ricavi, l’Ebit aumentato da 8,7 a 9,8 miliardi, l’utile netto da 4,7 a 5,5 miliardi e la posizione finanziaria netta attiva rivista per 4-5 miliardi di euro. Alla base della rivalutazione ci sono anche in questo caso elementi strutturali, come la variazione del mercato nell’area EMEA (Europa, medio Oriente e Africa) e la svalutazione dell’euro rispetto al dollaro.

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