Addio ai motori diesel nella fabbrica più grande d’Europa

Le linee di assemblaggio dello stabilimento di Tremery verranno riconvertite per la produzione di motori elettrici

Lo stabilimento di Trémery, situato nella Francia orientale, sta per subire una svolta storica: la più grande fabbrica di motori diesel in tutta Europa, infatti, abbandona la produzione di propulsori termici per passare a quella dei motori elettrici destinati alle automobili ibride o 100% elettriche.

A rivelarlo è l’agenzia Reuters che spiega anche nel dettaglio in che modo cambierà la produzione all’interno dello stabilimento di Tremery. Dalla fabbrica francese, ogni anno, uscivano 1,5 milioni di motori diesel: numeri impressionanti che avevano reso la struttura di proprietà di PSA, oggi diventata Stellantis attraverso la fusione con FCA, la prima fabbrica al mondo nella produzione di motori a gasolio.

Adesso le linee di assemblaggio di Tremery saranno convertite per la produzione di motori elettrici: si tratta di una delle prime mosse strategiche del neonato Gruppo Stellantis che nel futuro punta a rilanciare marchi come Alfa Romeo e Maserati e per lo stabilimento francese si è posta come obiettivo quello di produrre 900.000 unità elettriche all’anno entro il 2025, da installare su auto plug-in oppure completamente elettriche.

La fabbrica francese passerà da una produzione inferiore al 10% del totale di motori elettrici nel 2021 a oltre il doppio nel 2021, quando verranno prodotte 180.000 unità elettrificate. La svolta storica proseguirà in maniera progressiva: entro il 2025 è prevista la quota di 900.000 motori elettrici all’anno prodotti nello stabilimento transalpino.

Questo cambiamento epocale rappresenta la testimonianza della continua evoluzione dell’industria automobilistica, protagonista di un periodo di profondo mutamento. La domanda di automobili diesel è iniziata a diminuire dal famoso Dieselgate del 2015.  Se poco meno di sei anni fa le vetture alimentate a gasolio rappresentavano la fetta maggioritaria del mercato mondiale, con oltre il 55% degli acquisti, nel 2020 le vendite sono crollate, raggiungendo il minimo storico del 26%.

Le nuove e rigide normative in termini di inquinamento introdotte dall’Unione Europea, che ha multato le Case automobilistiche per aver superato i limiti di emissioni di CO2, ha contribuito le aziende a realizzare modelli elettrici.

Non a caso, i più grandi colossi dell’automotive mondiale stanno abbandonando la produzione di modelli con motori diesel, concentrando i propri sforzi verso la produzione di automobili a zero emissioni. Uno degli esempi più importanti è quello di Nissan che ha varato un piano per la produzione di auto esclusivamente ibride o elettriche dal 2030.

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