Addio all’acquisto dell’auto: i giovani preferiscono il car sharing?

Secondo il noto economista Jeremy Rifkin si va verso l'addio del modello di auto di proprietà

Il futuro dell’auto per i giovani? Non più la proprietà ma la condivisione, almeno stando al pensiero espresso da Jeremy Rifkin, famoso economista statunitense famoso per i libri su futuro, cambiamento e tecnologia, recentemente intervenuto al Forum della Pubblica amministrazione al Palazzo dei congressi di Roma.

“I giovani non vogliono più avere la macchina ma l’accesso al car sharing usando lo smartphone: bastano dieci minuti per trovare un’auto adatta con uno smartphone – ha dichiarato Rifkin – Costa meno che possederne una: perché quindi bisogna avere una macchina se si può avere il car sharing?”

“Nei prossimi 30 anni ci sarà un nuovo tipo di modalità di fruizione della macchina: per ogni auto condivisa eliminiamo 15 macchine dalla produzione: sarà la fine della catena di montaggio”, ha aggiunto l’economista.

E cosa accadrà relativamente a produzione e posti di lavoro? Secondo Rifkin è una questione di cambio di prospettiva: “Stiamo assistendo all’affermazione dell’economia della condivisione e alla battaglia tra il genitore, che vive nell’era del capitalismo, e il figlio, che sta inaugurando questa economia della condivisione – ha aggiunto Rifkin – Già oggi i mezzi tecnologici creano una serie di valori che hanno un costo marginale zero. Nel mondo ci sono tre miliardi di persone che sono prosumatori, ovvero producono e poi condividono e consumano. Tutto questo non entra nel Pil questo ma aumenta la qualità della vita aumenta”.

“Quello che va cambiato è soprattutto l’ordine di priorità per gli investimenti. Il problema è come vengono spesi i soldi. Ad esempio, nel 2012 in Europa sono stati spesi 741 miliardi di euro per le infrastrutture ma bisogna capire se sono stati spesi per riparare le vecchie infrastrutture o per realizzarne di nuove. Sappiamo che la produttività dell’industria di tipo tradizionale ha raggiunto il suo picco vent’anni fa. Oggi dobbiamo creare infrastrutture di condivisione che consentano di raggiungere costi marginali zero. Il costo marginale uguale a zero è l’unico modello di economia che ci può consentire di affrontare i cambiamenti climatici rivoluzionando il mercato dell’energia nell’ottica delle fonti rinnovabili“, ha quindi ribadito l’economista statunitense.

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