Addio a Niki Lauda, come Schumacher aveva la Ferrari nel cuore

E’ morto all’età di 70 anni l’ex pilota austriaco Niki Lauda, leggenda della Formula 1 tre volte campione del mondo.

Nato a Vienna il 22 febbraio del 1949, Lauda vinse tre titoli mondiali come pilota di F1 nel 1975 e nel 1977 alla guida della Ferrari, nel 1984 con la McLaren. Rimase gravemente ustionato al volto in un incidente nel 1976 e resta indiscutibilmente considerato uno dei migliori piloti della storia.

Lauda era soprannominato “il computer” per la sua meticolosità e la sua capacità di individuare anche il più piccolo difetto della vettura che guidava. Nel film ‘Rush’, il regista Ron Howard racconta la celebra rivalità con James Hunt.

Jean Todt, ex direttore della Scuderia Ferrari, in una recente intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’ spiegò come Lauda ebbe un ruolo importante nel 1995 nell’ingaggio in Ferrari di Schumacher: “Dopo la scomparsa di Senna, era Schumacher il pilota da prendere – dichiarava Todt alla rosea –. Il primo a contattare Willy Weber (all’epoca manager di Michael ndr) fu Niki Lauda, che era consulente del Cavallino. Poi lo vidi io. Quindi incontrai Schumacher assieme all’avvocato della Ferrari, Henry Peter. Il vertice decisivo nella mia stanza all’Hotel de Paris di Montecarlo durò 12 ore, era fine luglio del 1995”.

Fu lo stesso Niki Lauda poi, da direttore sportivo della Mercedes nel 2012, ad ingaggiare Lewis Hamilton al posto di Schumacher che annunciò il suo secondo ritiro, definitivo, a ottobre del 2012, dopo tre anni alla Mercedes.

Dopo il terribile incidente sugli sci di Schumacher e il silenzio prolungato della famiglia in merito alle sue condizioni di salute, Niki Lauda si esprimeva così difendendo il comportamento della famiglia: ‘‘La famiglia cerca di proteggerlo e questo lo capisco completamente – disse Lauda -. Mi capita molto spesso di pensare a Michael. Purtroppo non sono in contatto con nessuno membro della sua famiglia. Tutti noi possiamo solo sperare in una sua pronta guarigione”.

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