Addio al diesel? Ecco la ”ricetta” per l’Italia. Video

Il tema dell’addio ai motori diesel è stato molto discusso durante il Salone di Ginevra.

Più o mneo tutte le case automobilistiche sono concordi nell’affermare che i diesel di ultima generazione sono meno inquinanti rispetto ai benzina.

In questo sendo si è spresso anche il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani. Prima di decidere l’eventuale addio ai motori diesel è necessario rinnovare il parco auto, rottamando le macchine inquinanti.

“Oggi – ha detto Sticchi Damiani – una Euro 6 inquina 26 volte di meno di una Euro 0. Comincerei a pormi il problema di rottamare quattro o cinque milioni di vetture Euro 0, 1, 2 e 3 che sono sicuramente altamente inquinanti e che rappresentano tecnologie superate di macchine inquinanti e poco sicure”. “Bisogna agire su due fronti. Da una parte incoraggiare l’acquisto di auto nuove per tutti coloro che demoliscono auto Euro 0, 1, 2, 3. Nel contempo, per tutti coloro che non hanno la possibilità di acquistare auto nuove, dare un incentivo tipo eliminare l’imposta provinciale di trascrizione (IPT) per le vetture usate 4, 5 e 6 per chi rottama un’auto 0, 1, 2, 3″.

L’Ipt dell’ auto deve essere versata ad ogni acquisto di auto (sia nuova che usata). Come il bollo, si calcola in base alla potenza del motore (espressa in Kilowatt): un dato ricavabile direttamente dalla carta di circolazione.

Fino a 53 kW l’importo è fisso: 150,81 euro. Ad ogni kW aggiuntivo oltre i 53 si devono aggiungere 3,51 euro.

A questa Ipt su base nazionale, è necessario poi aggiungere una percentuale che varia da regione e a regione. Le uniche provincie a non applicare nessuna maggiorazione sono: Aosta, Bolzano e Trento.

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