A rischio i “furbetti” della targa estera: cosa cambia

Per far scattare la multa per mancata reimmatricolazione con targa italiana di un veicolo straniero basterà che un automobilista venga pizzicato nel nostro Paese al volante dello stesso mezzo per tre volte, in lasso di tempo superiore ai sei mesi.

Per far scattare la multa per mancata reimmatricolazione con targa italiana di un veicolo straniero basterà che un automobilista venga pizzicato nel nostro Paese al volante dello stesso mezzo per tre volte, in lasso di tempo superiore ai sei mesi.

Ormai sono sempre più numerosi coloro che, cercando di fare i ‘furbetti’ per eludere multe di autovelox e pagamento del bollo auto, con targa straniera sperando di farla franca.

Le motivazioni di questo comportamento truffaldino sono chiare: avendo un’auto formalmente immatricolata nel registro automobilistico di un altro paese infatti si evitano di pagare tutte le tasse italiane che pesano sul possessore di una vettura di valore.

E’ bene ricordare che l’immatricolazione di un’auto estera è obbligatoria per tutte le vetture che circolano per più di 12 mesi nel territorio italiano.

L’art. 132 del Codice della Strada, di recente, si è inasprito ulteriormente: per chiunque sia di residenza italiana e circoli con auto straniera, se non ha con sé la completa documentazione che attesti la regolarità della macchina, verrà sanzionato con ritiro della carta di circolazione.

Ora una sentenza (n. 265 del 20 dicembre 2017) di un Giudice di Pace di Pavullo (Modena) ha rafforzato questa condizione stabilendo come, a far scattare la multa per mancata reimmatricolazione con targa italiana di un veicolo straniero, sia sufficiente che un automobilista venga pizzicato nel nostro Paese al volante dello stesso mezzo per tre volte, in un lasso di tempo superiore ai sei mesi.

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