Yamaha FJR 1300 AS, il piacere di guida diventa “elettronico”. Foto

Abbiamo provato la super-tourer giapponese equipaggiata con le aggiornate sospensioni elettroniche e il cambio elettroattuato. Il prezzo sale, ma anche il confort

Dove mettere le mani su di una moto espressamente votata al turismo già al top della categoria in fatto di confort? La risposta continua a darcela Yamaha che, pochi mesi dopo la presentazione della versione "A" (standard) rinnova anche l’allestimento full optional della sua nota FJR 1300, ovvero l’ "AS". Sospensioni elettroniche e cambio elettroattuato ecco i cavalli di battaglia della nuova Yamaha FJR 1300 AS che grazie a questi sistemi di ausilio alla guida promette di incrementare il confort e il piacere di guida della versione "A", a patto di pagare qualcosa in più sul prezzo d’acquisto che lievita di circa 2.000 euro, fino a 19.690 euro. La versione AS è disponibile in due colori: Midnight black e Magnetic Bronze, mentre il modello A è venduto anche in color Frosted Blade.

ASSETTO RAFFINATO – Partendo subito dalla novità più importante della FJR 1300 AS va detto che è la prima volta che una moto di Iwata viene dotata di sospensioni elettroniche. Questa poderosa quattro cilindri votata al turismo adotta una forcella completamente nuova, con costruzione a steli rovesciati da 48 mm, mentre sulla "A" è a steli tradizionali. La regolazione del freno in compressione è contenuta nel gambale sinistro, mentre quella in estensione è all’interno del destro. Passando all’ammortizzatore posteriore, anch’esso ha la possibilità di regolare sia il freno in affondo che in ritorno, e in più ha anche la registrazione elettrica del precarico molla. Il setting delle sospensioni è molto semplice nell’utilizzo, nonostante la sua raffinatezza. Le opzioni da selezionare a moto ferma sono quattro: solo passeggero, passeggero e bagagli, due passeggeri, due passeggeri e bagagli. In marcia è invece possibile selezionare la frenatura idraulica preferita, offerta in tre setaggi: Soft, Standard e Hard, anche se per ciascuno è possibile modificare la regolazione fine in un range che va da +3 a -3 per un totale quindi di 84 diverse combinazioni di setup possibili. L’adozione delle nuove sospensioni ha ha fatto sì che Yamaha scegliesse per questa versione anche gomme di primo equipaggiamento differenti, ovvero le Bridgestone BT023 E.

YCC-S: COSI’ ABBANDONIAMO LA FRIZIONE – Il cambio YCC-S elettroattuato è già noto agli appassionati della super-tourer nipponica poichè era già offerto in precedenza. Le sue caratteristiche fondamentali sono note visto che si tratta di un cambio meccanico tradizionale, dotato di una comune frizione multidisco in bagno d’olio ma dotato di attuatori che azionano la frizione e il cambio e che sono comandati dal pilota. Due le possibilità di azionamento del cambio: con il tradizionale pedale come su una moto qualsiasi, oppure con due levette poste sul manubrio sinistro. Le modifiche rispetto al cambio lanciato nel 2006 riguardano le levette al manubrio che sono state allungate di 4,5 mm per essere meglio raggiungibili e la loro corsa è diminuita oltre alla logica di funzionamento che è stata riprogrammata poiché ora il motore è comandato da un sistema Ride by wire, che ha reso possibili , per esempio, una nuova possibilità di scalata: ora infatti il motore esegue automaticamente un aumento del regime, facilitando l’innesto del rapporto inferiore e nei passaggi di marcia a salire si occupa di chiudere il gas senza che debba essere il pilota a farlo. Con queste nuove strategie le cambiate si sono velocizzate del 30% e sicuramente anche la durata di tutti i meccanismi nel risente positivamente. Sulla versione 2013 del YCC-S è stata introdotta anche una nuova caratteristica, definita Stop Mode. Attivando questa funzione, il cambio scala marcia da solo quando la velocità scende sotto i 30 km/h, facilitando il lavoro al pilota che può anche dimenticarsi di scalare quando va piano. Il sistema, come detto, è disinseribile a piacimento.

LA PROVA – Senza concentrarsi troppo sul motore (in pratica lo stesso quattro cilindri da 1.298 cc delle precedenti versioni, ora con 146 CV), sulla FJR non riusciamo a non parlare che di confort, sia ergonomico che "elettronico". La posizione di guida è molto valida, con la sella ben imbottita e il manubrio a portata di mano, così come  ottima risulta la protezione del cupolino elettrico. Il funzionamento del cambio è facile ed intuitivo, a patto di sapere che da fermo l’inserimento della prima marcia avviene in alto e non in basso come ci si aspetterebbe. In movimento si possono snocciolare le marce cambiando indifferentemente a pedale o con le palette, trovando sempre cambiate velocissime e dolci. Anche in scalata l’YCC-S è veloce e affidabile e, andando piano, abbiamo apprezzato molto lo Stop Mode che toglie ulteriore disturbo al pilota scalando da solo. Le impostazioni di base delle sospensioni sono tutte e tre ovviamente improntate al comfort, ma passando da Soft a Standard a Hard si avverte un sensibile cambiamento nella velocità di escursione delle sospensioni: segno che le regolazioni fanno bene il loro compito. In movimento la FJR 1300 piace per la sensazione di sicurezza che dà al pilota, e per l’intuitività con cui si lascia guidare denunciando un peso minore rispetto ai 296 kg in ordine di marcia dichiarati. Sulle autostrade è molto stabile anche a velocità ben al di sopra di quelle concesse dal codice della strada e sulle curce di montagna si difende bene, ma sempre fedele alla sua indole da grande viaggiatrice.

(a cura di OmniMoto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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