Triumph Daytona 675 R: docile e cattiva allo stesso tempo. Foto

Più agile, leggera e precisa, la nuova Daytona 675 R si pone un gradino più in alto rispetto alle rivali di categoria. Anche nel prezzo, che è di 14.100 euro

Vecchia e nuova, docile e aggressiva, rinnovata e uguale: come quando debuttò nel 2006, la nuova Triumph Daytona 675 MY 2013 si presenta così, senza troppe ambizioni, se non quella di confermarsi regina delle 600.

Fece razzia di commenti positivi appena uscita, sia tra i fortunati possessori che sulle riviste di settore, riuscendo a coniugare un’estetica aggressiva e una impostazione di guida da vera pistaiola  Oggi la strada è la medesima, che vede un ritocco estetico non profondo ma cambiamenti radicali specialmente dal punto di vista tecnico.

Una moto completamente nuova, quindi, che non ha paura della concorrenza, anzi…la cerca. Sono avvisate le sfidanti del segmento, ovvero la MV Agusta F3, Kawasaki ZX-6R 636 e Honda CBR600RR.

Esteticamente il “muso” è stato ridisegnato, anche se forte è il richiamo alla precedente versione, per incrementare la  portata d’aria al motore, così da poter sfruttare il mezzo anche in città (nonostante sia il terreno più “ostile” per questa scheggia).  Nuova anche la carenatura, sportiva ed elegante, che grazie al nuovo design sembra riesca a “fendere l’aria” anche da ferma.

Al posteriore lo scarico è stato ricollocato, non essendo più sotto la sella bensì in basso a lato della ruota, contribuendo ad un bilanciamento ottimale del mezzo, ma l’impostazione di guida rimane comunque estrema, da vera sportiva.

La versione R è caratterizzata da numerose parti in carbonio, come i pannelli ai lati del cupolino e i parafanghi anteriore e posteriore, che non “appesantiscono” il mezzo (in tutti i sensi) e aggiungono quel dettaglio di stile che fa molto “racing”.

A scalpitare sotto al serbatoio vi è il 3 cilindri in grado di erogare 126 CV a 12.500 giri/min, che dà il meglio di se quando si “spinge” sulle curve di montagna o tra i cordoli in pista: l’erogazione della coppia è fenomenale come nella precedente versione, ma beneficia del nuovo bilanciamento dei pesi che permette cambi di direzione fulminei e spinta costate, caratteristica del 3 cilindri Triumph che permette di affrontare le curve senza dover scalare marcia (a differenza delle 4 cilindri): vantaggi della coppia ai bassi e medi regimi che contraddistingue la 675 R rispetto alle competitor.

All’anteriore la versione R dispone di sospensioni Öhlins con forcella NIX30 e mono TTX36, al top per efficacia, con novità per idraulica ed escursione; nuova anche la frizione antisaltellamento che, grazie al supporto dell’elettronica, limita in staccata il freno motore per massimizzare la fluidità in fase di azionamento.

Le staccate più impegnative non sono un problema, grazie al “supporto”  dell’’impianto frenante Brembo (munito di ABS) con pompa e pinze radiali monoblocco ottimo nel gestire le situazioni più difficili e comodo anche nell’utilizzo cittadino.La Triumph 675 R è una moto da pista, e la città non è di certo il suo habitat: ma la dolcezza del cambio e la coppia ai bassi sono doti che la rendono “accettabile” anche per la metropoli, a patto di evitare i tombini e apprezzare i numerosi sguardi che si riescono a catturare ad ogni semaforo.

La colorazione è unica, Christal White e Black con telaietto posteriore rosso, che risultano un abbinamento azzeccatissimo capace di coniugare sportività ed eleganza. Il tachimetro e il computer di bordo sono digitali e forniscono informazioni al guidatore in modo chiaro e preciso, come anche il contagiri analogico a forma ovoidale che spicca dul lato destro della strumentazione.

Piccola nota negativa il prezzo, 14.100 euro: una moto non per tutti, insomma, ma capace di restituire emozioni molto forti. Il prezzo non spaventa, almeno in Triumph, dove la convinzione è di aver costruito la miglior Supersport in assoluto. Difficile dargli torto, almeno a vedere il sorriso bambinesco del nostro test driver di ritorno da 1.000 Km tra pista, autostrada e tornanti di montagna. Alla domanda ”Com’è andata?” non ha risposto, ma ci sono voluti 45 minuti per convincerlo a riportare la moto in garage.

(a cura di OmniMoto.it)

Fonte: Ufficio Stampa

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