Test Suzuki V-Strom 1000 ABS, una vera 1000 da 101 CV. Foto

Conquista per equilibrio e facilità di guida, al giusto prezzo: da 12.490 euro

La nuova Suzuki V-Strom 1000 ABSha un look più personale rispetto al precedente modello e strizza l’occhio al passato. Per prestazioni ambisce  ad essere una genuina e sana via di mezzo tra le molto apprezzate 650/800 cc e le ormai stellari 1200 cc. E poi con 12.490 euro vi portate a casa una vera “mille” di sostanza, mentre con 13.590 euro la vocazione al turismo è ancora più accentuata nella versione 3L, dotata del tris di borse dalla capacità totale di 90 litri

Ben proporzionata e costruita con materiali di pregio, il “becco” è sempre stato parte dello stile Suzuki fino al 2002 quando il debutto della V-Strom 1000 capovolse nuovamente le cose. Ora, la nuova V-Strom 1000 2014 strizza l’occhio al passato ma ascoltando al contempo le richieste della clientela che, negli ultimi 12 anni, aveva caldeggiato in un nuovo modello magari più compatto negli ingombri e dinamico nelle linee.

Gli accessori Ufficiali Suzuki finalmente arrivano su questo modello e in buona quantità, dal tris di borse laterali fino alle immancabili frecce a Led. Per quel che concerne le colorazioni, da subito saranno tre quelle disponibili, ovvero il rosso, il bianco e il nero. Se invece siete incuriositi dalla più inedita tinta sabbia – denominata “khaki” – bisogna aspettare fino a marzo.

Il motore bicilindrico a V (90°) con distribuzione DOHC da 1.037 cc è stato riprogettato in quasi tutte le sue componenti al fine di rendere ancora più coinvolgente la vocazione da turismo di questa moto. L’alesaggio di pistoni che passa da 98 a 100 mm aumentando la cilindrata da 996 cc a 1.037 cc, le fasce elastiche, più sottili, che riducono l’attrito del 15% e le candele che ora sono all’Iridio sono tutte modifiche che hanno permesso di incrementare lievemente la potenza fino a 101 CV (74 kw) a 8.000 giri/min con un consumo di carburante che, nel ciclo misto di prova WMTC, è del 16% inferiore rispetto al modello precedente.

All’anteriore troviamo due dischi da 310 mm con pinze Tokico ed attacco radiale, mentre al posteriore la pinza Nissin morde un disco da 260 mm. L’ABS, di tipo Bosch 9.0, ora è di serie e, a sottolineare la vocazione stradale di questa nuova V-Strom 1000, non è disinseribile; ilTraction Control è invece disinseribile oppure utilizzabile con due differenti mappe, una più invasiva TC2 (indicata per l’asfalto bagnato) e una più “permissiva”, TC1.

La nuova V-Strom ha una posizione di guida esemplare (tester alto 175 cm) grazie a una triangolazione manubrio-sella-pedane ben fatta; grande attenzione è stata poi dedicata al passeggero che non può proprio lamentarsi grazie ad un ampia porzione di sella ben imbottita e a due maniglioni che offrono un comodo appiglio.

Lo sterzo è leggero al punto giusto e inserimenti rapidi grazie anche alle ruote che hanno mantenuto la dimensione-icona delle vere on-off: 110 davanti e 150 dietro. Qualche incertezza rispetto al modello 2002 si potrà riscontrare solamente nei tornanti più stretti a causa dell’interesse non proprio da motard. Nei lunghi trasferimenti autostradali l’unica pecca che potreste riscontrare non sono le vibrazioni, mediamente contenute, ma la protettività del cupolino di serie il quale, sebbene sia regolabile in altezza (ma serve la brugola) e in inclinazione grazie ad un ingegnoso sistema a molla brevettato da Suzuki, non offre un riparo ottimale.

(a cura di OmniMoto.it)
 


 

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