BMW F900XR: il test-ride del crossover tra Valtellina e Valcamonica

In sella al crossover BMW ideale per i giri della domenica ma anche per i viaggi lunghi

Carlo Portioli Esperto moto e cultura custom

Sono cresciuto in un periodo in cui il crossover era un genere musicale e non un segmento del mercato motociclistico. Mescolava il rap con il metal e l’album seminale di questo genere fu una colonna sonora: Judgement Night del 1993. Vi starete chiedendo cosa c’entri tutto questo con un articolo sulla BMW F900XR. Niente, ma volevo dare sfoggio di competenze musicali. Ora veniamo a noi, il crossover è un tipo di moto che negli ultimi anni ha acquisito sempre più spazio sul mercato, soprattutto per una ragione: piace.

Ottima occasione questo test-ride della BMW F900XR per provare a scoprire i perché di questo nuovo, inatteso amore da parte di tanti motociclisti per un genere di moto che esiste dai tempi del TDM ma che sta vivendo un secondo (e più luminoso) periodo di splendore. Regina di quest’ultimo periodo nel segmento crossover è la nuova arrivata di BMW Motorrad, motorizzata con bicilindrico in linea da 895cc e 105cv. Una buona potenza di facile gestione, senza la personalità spigolosa del boxerone e senza quel 4 cilindri 1000cc troppo potente per diventare accessibile a tutti.

Unendo il dilettevole al dilettevole, decidiamo con gli amici di passare due giorni a spasso sulle Alpi tra Lombardia e Trentino. 550km di strade perfette per giocare al “Gioco delle motociclette”. Solo le montagne ti consentono di fare questo gioco nella sua essenza, perché è soprattutto un gioco di curve.

Quando la vedi gli occhi si attivano a caccia di informazioni, prima di iniziare hai già immaginato tutto. Scali, la curva inizia e governi la battaglia tra le forze con acceleratore, freno e frizione fino a trovare il punto di equilibrio. Appena raggiunto, rimani qualche istante in percorrenza: la perfetta armonia di forze in contrasto. Poi raddrizzi, esci e su una/due marce. Pochi metri e BAM! un’altra curva. E un’altra. E un’altra e poi un’altra ancora. Un pendolo ipnotico, fatto di occhi che scattano dietro la visiera, concentrazione e vuoto mentale assoluto, tutto il corpo che ascolta e dialoga fitto con l’istinto. Il meraviglioso gioco delle motociclette che spinge gente di ogni età ad affollare le strade.

Non c’è niente di meglio per mettere alla prova una moto pensata proprio per questo tipo di guida, per vedere come si comporta. E su queste strade vi assicuro che si comporta alla grande. Capisco che una delle ragioni del successo di questa BMW F900XR è il mix di precisione ciclistica ed erogazione della potenza alle giuste velocità. Terza e quarta marcia sono il massimo per elasticità, perfette per il misto. La seconda serve giusto sui tornanti se no si galleggia tra le due marce superiori scaricando a terra con grande semplicità tutta la potenza necessaria a divertirsi.

Saliamo e scendiamo dal passo San Marco, poi dopo aver fatto un pezzo di Valtellina inizia il Mortirolo. Lo conosco bene, eppure non mi abituo mai al suo modo anomalo di portarti in quota. Questa salita leggendaria del Giro d’Italia inizia sul versante valtellinese con una stradina che sembra poco più di una mulattiera asfaltata. Qualche curva tra le case in fondovalle e iniziano strappi dalla pendenza impressionante. A non saperlo, penseresti di aver sbagliato strada. Il primo tratto va via così, tra stradine in costa e improvvise salite ripidissime, dopo un po’ si incontra il primo tornante numerato in ordine decrescente da giù fino al passo: il cartello dice “26”. E lì capisci la portata delle imprese sportive dei ciclisti e del Pirata Pantani, che su questa strada ha costruito il suo mito. Un inferno in salita inserito nel Giro per puro sadismo. A volte viene il dubbio di dover mettere la prima marcia.

Sul misto strettissimo è ancora a suo agio la BMW F900XR, anche se si trova meglio su strade più ampie e veloci avendo il baricentro abbastanza alto. Arriva la sera, si scende in Valcamonica e si lasciano le moto in box perché ci attende una festa con altri amici che ci aspettano, in un paese della valle che è la nostra “Isola Che Non C’è”, dove l’età si è fermata per magia ai giorni in cui, poco più che bambini, diventammo amici. La posizione di guida insieme alla protezione dall’aria hanno reso leggere le ore passate in moto, nonostante lo scarsissimo allenamento in sella nei mesi precedenti. La serata trascorre sobria. Mi ritiro mentre un omone di oltre un quintale, noto per aver morsicato il pitbull di un amico, mostra le terga agli astanti chiedendo di essere frustato. Il tutto impreziosito da un campanaccio da mucca al collo. La scena in sè è strana, ma lo è ancora di più il fatto che tutto questo mi risulti abbastanza normale.

La mattina si parte presto. Passo del Tonale, Cles, poi Andalo e giù fino a Riva del Garda. Quando in discesa si decide di affondare, si trova una frenata imponente e un avantreno stabile e muscolare. Forse la frenata è la sensazione meglio definita tra quelle che ti rimangono addosso guidando questa moto. In riva al lago mi prendo il tempo per fare qualche foto. La BMW F900XR è ben fatta, rifinita bene ed armoniosa. Gli equilibri tra vuoti e pieni sono ben riusciti. Forse il cerchio da 17′ lascia un po’ di vuoto tra forcella e muso, inoltre c’è un po’ troppo davanti e un po’ poco dietro, ma sono riflessioni da impallinati di estetica custom. La moto è bella e basta.

Si ritorna in pianura dalla Gardesana, in un delirio di traffico. Buona occasione per testare la maneggevolezza tra le code: test ampiamente superato. Mezzo perfetto per la guida in contesto urbano. Sui tratti di percorrenza ho il tempo di giocare con il display e le funzioni di regolazione. Tutte molto intuitive ed efficaci, consentono numerose opzioni di configurazione di centralina e ammortizzatori, grazie a comandi semplici e un grande display colorato che, come ha detto un amico, ci puoi mettere pure DAZN.

Chiuso il box alle spalle mi risulta molto più chiaro perché la BMW F900XR funziona e piace: perché risponde ad una somma di esigenze concrete. È fatta per andare e godersi i giri della domenica ma anche i viaggi lunghi, con un motore potente pensato per far divertire tutti, con una ciclistica e un’elettronica d’eccellenza funzionali ai bisogni di chi guida, il tutto ad un prezzo non eccessivo. Questi elementi, tutti insieme, fanno la differenza nel momento della scelta, tra le moto che non si vendono e quelle che invece si vendono. E non è per niente casuale che la BMW F900XR stia nella seconda categoria.

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